Influenza aviaria, in Australia vaccinazioni anche per i pinguini

Il Nuovo Galles del Sud – in Australia – ha avviato un programma mirato di vaccinazione per proteggere alcune delle specie di uccelli autoctoni considerati più vulnerabili dalla minaccia dell’influenza aviaria H5. L’iniziativa coinvolgerà sia popolazioni in cattività, considerate “popolazioni di riserva” per la conservazione, sia esemplari selvatici. Tra le prime specie interessate figurano i pinguini minori di Manly e quelli dell’isola di Barunguba Montague, oltre a diverse specie di cacatua.

La Taronga Conservation Society Australia ha somministrato questa settimana le prime dosi del vaccino a gruppi sperimentali di pinguini minori, cacatua neri di Carnaby e cacatua neri dalla coda rossa. Il trattamento prevede due dosi, da somministrare a distanza di tre o quattro settimane. Durante il ciclo vaccinale e nei 14 giorni successivi alla seconda dose, gli uccelli coinvolti nelle sperimentazioni dovranno rimanere in ambienti controllati. In questo modo sarà possibile monitorare attentamente la loro salute e individuare tempestivamente eventuali reazioni avverse. Il governo del Nuovo Galles del Sud sta inoltre collaborando con Taronga per vaccinare e monitorare i pinguini minori selvatici presenti a Manly Point. Altre strutture per la cura e la conservazione della fauna selvatica in tutto lo Stato aderiranno progressivamente al programma, con l’obiettivo di proteggere il maggior numero possibile di specie. Prima dell’avvio delle vaccinazioni, le autorità stanno valutando attentamente i potenziali siti di intervento. Ogni area dovrà disporre di infrastrutture adeguate, misure di sicurezza, supervisione veterinaria e tutte le condizioni necessarie per garantire il benessere degli animali.

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Una sperimentazione per raccogliere nuovi dati:

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Il programma rappresenta anche un’importante occasione di ricerca. Il Nuovo Galles del Sud sta ancora raccogliendo informazioni sull’efficacia del vaccino negli animali selvatici autoctoni. Il monitoraggio in ambienti controllati consentirà di studiare le risposte immunitarie, valutare l’efficacia della vaccinazione e individuare possibili effetti indesiderati. Taronga guida una sperimentazione specifica che fornirà dati utili per definire future strategie di vaccinazione rivolte agli uccelli minacciati e agli animali ospitati negli zoo. Le informazioni raccolte potranno contribuire a migliorare la preparazione e la risposta alle epidemie di influenza aviaria in Australia.  Le autorità sottolineano tuttavia che la vaccinazione non rappresenta una soluzione definitiva né può fermare da sola la diffusione del virus H5. Si tratta di uno strumento da utilizzare insieme ad altre misure, tra cui la sorveglianza epidemiologica, la pianificazione delle emergenze, la biosicurezza, la protezione degli habitat e la tutela delle popolazioni selvatiche.

«La realtà, purtroppo, è che l’influenza aviaria H5 rappresenta una minaccia significativa per le nostre popolazioni di uccelli autoctoni», ha dichiarato il premier del Nuovo Galles del Sud Chris Minns. «Nessun governo può impedire completamente la diffusione del virus, ma programmi di vaccinazione come quello avviato allo zoo di Taronga fanno parte dei nostri sforzi per proteggere alcuni degli uccelli nativi più amati dell’Australia».

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La ministra dell’Ambiente Penny Sharpe ha evidenziato la necessità di adottare un approccio ampio, che comprenda la vaccinazione delle popolazioni in cattività, la protezione degli habitat e il controllo delle specie invasive. «Stiamo valutando con attenzione dove la vaccinazione possa contribuire a proteggere la nostra preziosa fauna selvatica», ha affermato.

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Secondo la ministra dell’Agricoltura, delle aree regionali e del Nuovo Galles del Sud occidentale Tara Moriarty, il programma è un ulteriore passo nel piano di preparazione dello Stato. La strategia è stata elaborata insieme a esperti di veterinaria e scienze naturali, oltre che in collaborazione con il settore agricolo e le organizzazioni impegnate nella tutela della fauna.

Anche Cameron Kerr AO, amministratore delegato della Taronga Conservation Society Australia, ha definito l’iniziativa un progetto di rilevanza nazionale. La sperimentazione, ha spiegato, permetterà di ampliare le conoscenze scientifiche sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini contro l’influenza aviaria nelle specie minacciate.

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Il ruolo della comunità:

Finora l’influenza aviaria non è stata rilevata negli allevamenti commerciali di pollame né negli uccelli in cattività in Australia. Il rischio per la salute umana resta basso, ma le autorità invitano la popolazione a contribuire alla segnalazione dei casi sospetti. Chiunque trovi un uccello o un mammifero marino apparentemente malato deve evitare ogni contatto, annotare o fotografare ciò che osserva senza avvicinarsi e segnalare immediatamente l’episodio alla linea dedicata alle emergenze animali, chiamando il numero 1800 675 888. Dal suo avvio, nel mese di giugno, il servizio ha già ricevuto più di 5.000 chiamate presso il Centro di coordinamento statale di Orange. Le segnalazioni della comunità rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la sorveglianza e individuare rapidamente eventuali focolai.

Fonte: https://www.nsw.gov.au/ministerial-releases/bird-flu-vaccination-launched

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