Rifiuti elettronici: sostanze chimiche cancerogene rilasciate quando smontati dagli abusivi non competenti

Il riciclaggio non sicuro dei rifiuti elettronici ha portato alla distribuzione di sostanze chimiche pericolose in nuovi prodotti realizzati in plastica nera. Pubblicato in Environment International , un nuovo studio documenta la presenza di bromuro e piombo in 600 prodotti di consumo realizzati in plastica nera e ne chiarisce il potenziale impatto negativo sulla salute umana ed ecologica. “Ci sono impatti ambientali e sulla salute derivanti dalla produzione e dall’uso della plastica in generale, ma la plastica nera comporta rischi e rischi maggiori”, ha spiegato l’autore principale dello studio Andrew Turner in un comunicato. “Ciò è dovuto ai vincoli tecnici ed economici imposti all’efficiente smistamento e separazione dei rifiuti neri per il riciclaggio, oltre alla presenza di additivi dannosi necessari per la produzione o le applicazioni nei settori delle apparecchiature elettroniche ed elettriche e degli imballaggi alimentari”. In Italia il fenomeno del riciclo erronei dei rifiuti è purtroppo ancora radicato, sopratutto in prossimità delle isole ecologiche dove troppo spesso, uomini muniti spesso di furgoncini e/o apecar prelevano illecitamente frigoriferi ed altri elettrodomestici abbandonati, smontandoli ed abbandonando i pezzi che a loro non interessano. Questi pezzi abbandonati possono poi rilasciare sostanze chimiche pericolose se non conferiti in appositi impianti di trattamento.

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