Se non volete troppe meduse in mare non gettate rifiuti in acqua. Ecco perché

Gettare rifiuti in acqua o sulla riva del mare non solo costituisce un grave reato ambientale (che speriamo possa essere ulteriormente inasprito come pena dal nuovo ministro all’Ambiente) ma anche un’azione vergognosa ai danni del nostro ecosistema marino. Troppo spesso leggiamo articoli che alludono a possibili “invasioni” di meduse: quegli organismi fin troppo fastidiosi per i bagnanti rappresentano in realtà un importante tassello della catena alimentare e dell’ecosistema marino. Tuttavia, la grande presenza di questi animali può risultare a volte eccessiva per chi vorrebbe farsi il bagno e si ritrova morso troppe volte. Forse molti di voi dovrebbero ricordare che oltre alla variazione di temperature, le popolazioni di meduse dipendono certamente anche dal numero di potenziali predatori che abitualmente si nutrono di esse.

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Negli ultimi anni, le tartarughe marine (che non ghiotte di questi organismi marini) scambiano le buste di plastica per meduse, spesso strozzandosi inavvertitamente e perdendo la vita. Stessa cosa vale per altri tipi di rifiuti ed altri tipi di animali. Gettare rifiuti in mare, dunque, specialmente se costituiti da materiali plastici, non solo costituisce una forma di inquinamento dovuta dal rilascio di sostanze tossiche, ma rappresenta anche una forma di potenziale morte immediata per le creature marine. Indirettamente (ma non troppo!) quindi, se vogliamo lasciare che animali come le tartarughe controllino il numero delle meduse in mare, dovremmo evitare di abbandonare rifiuti in mare aperto. Per rifiuti non intendiamo certo solo quelli ingombranti (come ad esempio materassini o copertoni d’auto) ma anche quelli più piccoli (come ad esempio buste, giochi per il mare, cannucce e quant’altro). A volte sono proprio i rifiuti più piccoli ad uccidere tartarughe e cetacei a causa del rischio di strozzamento e soffocamento. In altri casi, come documentato nel video che linkiamo qui sotto, la plastica può drammaticamente finire nelle vie respiratorie dell’animale. Video non adatto ai più sensibili (anche se la visione sarebbe doverosa):

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