Toyota sostituisce le chiavi intelligenti con chiavi meccaniche a causa della crisi del chip

Chi dice che il progresso non può essere fermato? Non certo le case automobilistiche, che dalla crisi dei chip hanno dovuto lottare contro la tecnologia e talvolta sono costrette a prendere decisioni radicali che ci riportano a un mondo automobilistico un po’ più analogico. L’ultimo esempio arriva dalla Toyota: a causa della persistente carenza di semiconduttori, infatti, il colosso del Sol Levante regalerà ai clienti giapponesi le classiche chiavi meccaniche al posto delle già diffuse “chiavi intelligenti”.

Ritorno ai vecchi tempi.
Ma solo per evitare mali maggiori, come spiega la stessa Toyota: “ Mentre la carenza di semiconduttori continua, questa misura provvisoria mira a fornire le auto ai clienti il ​​più rapidamente possibile “, si legge in una nota ufficiale raccolta da Reuters. E se il problema riguarda il produttore leader mondiale, è facile comprenderne l’entità. Non solo:

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consapevole dell’esperienza dopo il disastro del 2011 in Giappone (il terremoto e lo tsunami che devastò la regione di Tōhoku e causò il disastro nucleare di Fukushima), nel corso degli anni l’azienda aveva immagazzinato preventivamente un gran numero di semiconduttori, potendo così affrontare l’emergenza meglio di altri concorrenti. Tuttavia, Toyota ha annunciato nei giorni scorsi una revisione al ribasso dei volumi di produzione globale per l’anno fiscale che si concluderà a marzo 2023: la produzione finale sarà inferiore ai 9,7 milioni di unità previste proprio a causa della crisi del chip.

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Un film che si era già visto lo scorso anno, quando a ottobre l’azienda aveva abbassato del 3% le proprie stime (per poi abbassarle ancora di più a inizio 2022), sempre per la carenza di semiconduttori e la diffusione del coronavirus nel Sud est asiatico. Tempo fa, ad esempio, faceva notizia il caso della Peugeot, che aveva deciso di sostituire la strumentazione digitale del 308 con i classici quadranti analogici, proprio per superare i colli di bottiglia generati dalla carenza di chip e garanzia, con il conseguente sconto su il prezzo, le consegne ai clienti.

Ma mentre le dinamiche del settore obbligano a un “ritorno alle origini”, c’è chi lo fa per scelta, ascoltando i vox populi: è il caso della Volkswagen. Nonostante un futuro sempre più segnato da software e digitalizzazione, Thomas Schäfer, CEO del brand Wolfsburg, ha recentemente annunciato in un post su LinkedIn di voler riportare i pulsanti ” old -time” sul volante, al posto del touch reattivo. pulsanti. Una rivoluzione (inversa) che potrebbe iniziare con i prossimi modelli.

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