Centri di recupero e veterinari stanno registrando un aumento significativo di animali colpiti dal caldo estremo. In Gran Bretagna, l’RSPCA avverte che i centri sono “al limite” per il numero di ingressi legati a casi di disidratazione e colpi di calore, soprattutto tra specie spesso meno visibili durante il giorno come ricci e volpi. In parallelo, nel Corno d’Africa e nel Nord Africa, anche i cammelli—da sempre considerati tra gli animali più resistenti alle condizioni desertiche—vengono sempre più spesso colpiti da stress termico, siccità e malattie, con conseguenze dirette sulla sopravvivenza, sulla produzione di latte e sulla riproduzione.
Ricci e volpi: più calore, più soccorsi, più “uscite” fuori stagione
Secondo l’RSPCA, un’estate tra le più calde mai registrate nel Regno Unito sta spingendo la fauna a cercare cibo e acqua anche quando normalmente resterebbe nascosta o inattiva. Il risultato è che alcuni animali vengono trovati “in distress” nelle aree residenziali, come nel caso di due piccoli ricci trovati in una zona giardino a Somerset e portati al West Hatch Wildlife Centre. Nello stesso centro (e in altri) vengono accolti diversi altri casi recenti correlati all’ondata di calore. Il problema non riguarda solo gli animali adulti: l’aumento di ingressi include anche cuccioli (“hoglets”), segno che le condizioni stanno rendendo più difficile la sopravvivenza nelle fasi più delicate della vita. I centri stanno lavorando in condizioni di massima capacità, con un incremento degli arrivi di ricci rispetto allo scorso anno: nel mese di giugno, le ammissioni legate ai ricci gestite dall’RSPCA sarebbero in forte aumento, così come i casi trattati da cliniche veterinarie per sospetto colpo di calore.
Consigli pratici: ombra, acqua fresca e attenzione ai segnali
L’RSPCA chiede ai cittadini di intervenire in modo semplice ma efficace: predisporre spazi ombreggiati per la fauna e mantenere sempre acqua pulita e fresca disponibile. L’indicazione chiave è evitare l’esposizione diretta al sole e, quando si osservano animali in difficoltà, contattare l’ente di soccorso competente. Nel frattempo, nel Regno Unito sono state diramate allerte sanitarie per il caldo estremo in diverse aree, con l’attenzione rivolta soprattutto alle persone anziane, più vulnerabili perché meno capaci di regolare la temperatura corporea. Il quadro sanitario si intreccia con un altro aspetto logistico: il caldo influisce anche sulle scorte di sangue e piastrine, con richieste urgenti ai donatori.
Caldo e siccità nel Corno d’Africa: quando anche i cammelli diventano “vittime del clima”. La crisi non è limitata all’Europa. In Etiopia, Somalia e nelle regioni circostanti, il caldo estremo—unito alla scarsità d’acqua e alla riduzione della vegetazione—sta creando un circolo di sofferenza per chi vive di allevamento. In Afar, nel nord-est dell’Etiopia, i pastori segnalano che i cammelli mostrano sintomi sempre più gravi: ustioni da sabbia calda, occhi arrossati e acquosi, vesciche agli arti e peggioramenti progressivi delle condizioni fino alla morte dei piccoli. Le perdite non riguardano solo cuccioli: in diverse aree si osserva un aumento dei decessi legato a stress termico e siccità, con l’ulteriore aggravante di servizi veterinari insufficienti e pratiche di gestione non sempre adeguate. Studi e analisi scientifiche collegano i periodi di siccità a temperature elevatissime e a dinamiche meteorologiche che riducono disponibilità d’acqua e rendimento delle risorse naturali. Nel frattempo, la ricerca indica anche che gli effetti del caldo non finiscono “a breve”: incidono sullo stato di salute generale, sulla produttività (come la resa del latte) e sulle performance riproduttive. Inoltre, la comparsa o il peggioramento di infezioni e problemi legati a parassiti può aumentare quando gli animali diventano più fragili e resistenti meno alle condizioni estreme.
Perché i cammelli soffrono: oltre il “limite di comfort”
Gli esperti ricordano che i cammelli possono tollerare temperature elevate finché riescono a gestire il proprio equilibrio termico, variando la temperatura corporea nel corso della giornata e riducendo la perdita d’acqua. Ma quando l’aria supera spesso—e in modo persistente—la soglia di comfort (con giornate e notti troppo calde), lo stress diventa biologicamente distruttivo: il sistema immunitario ne risente, le cellule subiscono danni e l’animale fatica a riprendersi. Le conseguenze osservate includono rallentamento del metabolismo, riduzione dell’assunzione di cibo, letargia e indebolimento generale. A cascata compaiono calo di latte, disturbi riproduttivi e complicazioni più ampie (da squilibri chimici legati a malfunzionamenti renali fino a patologie infiammatorie e infezioni). Quando inoltre mancano acqua, ombra e vegetazione e quando l’assistenza veterinaria è scarsa, i rischi si moltiplicano.
Spostamenti e strategie di adattamento, ma il problema non è “solo stagionale”
Di fronte al peggioramento, in molte aree i pastori stanno cambiando rotte e spostando gli animali verso zone con maggiore disponibilità di risorse. Tuttavia, le testimonianze suggeriscono che non si tratta più soltanto di migrazioni stagionali: il caldo estremo e la siccità sembrano rendere alcune aree storicamente adatte ormai non più sostenibili nel lungo periodo. Anche le organizzazioni umanitarie riportano impatti economici rilevanti, con aumenti drammatici dei prezzi dell’acqua in alcune zone, rendendo più difficile far fronte all’emergenza sia per le famiglie sia per gli allevatori.
Un messaggio comune: protezione immediata e interventi mirati
Sia in Gran Bretagna sia nel Corno d’Africa emerge lo stesso punto: il caldo estremo non è un fastidio passeggero, ma una condizione che altera comportamenti, salute e sopravvivenza degli animali. Per la fauna urbana servono ombra e acqua, oltre a soccorsi rapidi quando gli animali sono in difficoltà. Per gli allevamenti desertici servono invece piani di gestione del rischio, provisioning d’acqua più strategico, alimentazione integrativa e monitoraggio sanitario potenziato nei periodi più critici. Di seguito, riportiamo i link agli studi scientifici di riferimento:
- https://www.researchgate.net/publication/390762596_Perception_of_camel_herders_on_climate_change_and_variability_in_relation_to_camel_production_in_Borana_zone_Southern_Ethiopia
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13085683/
- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212094725000039
Fonti:
- https://www.aol.co.uk/articles/hedgehogs-taken-hospital-heatstroke-175247000.html
- https://www.bbc.com/news/articles/cqlxvvw06pqo
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