Scoperto il primo pianeta nato dalle ceneri di una stella? Gli indizi attorno alla nana bianca

Una nana bianca giovane e rovente potrebbe custodire un pianeta nato dal materiale espulso dalla stessa stella durante le fasi finali della sua vita. È l’ipotesi avanzata da uno studio su HS 0209+0832, dove gli astronomi hanno individuato una composizione chimica insolita: un possibile indizio dell’esistenza di un pianeta di “seconda generazione”, formatosi dopo la morte della stella. La presenza del pianeta, tuttavia, resta da confermare.

HS 0209+0832 è una nana bianca — il nucleo compatto rimasto dopo che una stella simile al Sole ha esaurito il combustibile e disperso i suoi strati esterni — con una temperatura superficiale di circa 35.800 kelvin e un’età di raffreddamento di circa cinque milioni di anni. Nel 1999, lo spettro ultravioletto raccolto dal telescopio spaziale Hubble mostrò metalli e circa cento righe spettrali allora non identificate. La presenza di elementi pesanti nell’atmosfera indicava che la stella stava accumulando materiale, ma non ne chiariva la provenienza.

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Rianalizzando i dati d’archivio di Hubble e di altri osservatori, il gruppo di ricerca ha associato molte delle righe misteriose a rame e niobio. Quest’ultimo elemento è particolarmente significativo: la sua abbondanza risulta oltre mille volte superiore a quella solare e non è stato rilevato, nell’analisi, in un campione di altre 33 nane bianche arricchite di metalli. Anche il rapporto tra nichel e ferro è insolito: il nichel è presente in quantità molto elevata rispetto al ferro, al contrario di quanto si osserva comunemente nei materiali rocciosi del Sistema solare.

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Questa chimica non assomiglia a quella di un tipico asteroide o pianeta roccioso. Gli elementi pesanti come il niobio possono essere prodotti durante le fasi avanzate dell’evoluzione stellare, quando una stella espelle materia arricchita da processi di cattura lenta dei neutroni, noti come processo «s». Secondo l’interpretazione proposta, una parte di quel materiale espulso potrebbe essersi raccolta in un disco attorno al residuo stellare e aver dato origine a un nuovo pianeta.

A sostenere l’ipotesi contribuiscono anche osservazioni del satellite TESS, che hanno rilevato variazioni periodiche della luminosità con un segnale di circa 4,4 giorni. La periodicità è compatibile con la presenza di un pianeta gigante in orbita ravvicinata, ma non costituisce da sola una conferma definitiva. Se esistesse, il pianeta potrebbe perdere parte della propria atmosfera a causa dell’intensa radiazione della nana bianca; il gas disperso potrebbe poi formare un disco e ricadere sulla stella, contribuendo agli elementi osservati.

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L’idea di pianeti formatisi attorno a resti stellari non è del tutto nuova, ma questo sistema potrebbe offrire il primo candidato con indizi chimici di una formazione da materiale espulso da una stella morente attorno a una nana bianca. Confermare il pianeta e comprendere come si sia formato richiederà ulteriori osservazioni. Se l’interpretazione sarà verificata, HS 0209+0832 mostrerà che la storia di un sistema planetario potrebbe non terminare quando la sua stella esaurisce il combustibile: in alcuni casi, potrebbe cominciare un nuovo capitolo. Di seguito, riportiamo il link diretto alla pubblicazione scientifica di riferimento:

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#astronomia

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