L’ortica comune (Urtica dioica L., 1753) è una pianta erbacea perenne diffusa in Europa, Asia e Nord Africa. È la specie più conosciuta del genere Urtica e deve il proprio nome al latino urere, “bruciare”: i peli che ricoprono la pianta, infatti, rilasciano al contatto un fluido irritante, responsabile del caratteristico bruciore e prurito. Nonostante questa fama poco invitante, l’ortica è una pianta ricca di impieghi. È stata utilizzata in cucina, in ambito medicinale e, in passato, anche nella produzione tessile. In giardino può diventare una risorsa utile per la difesa e la nutrizione delle colture.
Caratteristiche botaniche:
L’ortica può raggiungere un’altezza compresa tra 30 e 250 centimetri. Ha un fusto eretto, striato e ricoperto di peli, mentre il rizoma strisciante, cavo e ramificato le permette di propagarsi e dare origine a nuove piante. Le foglie sono opposte, grandi e di forma ovata o lanceolata, con margini seghettati e apice appuntito. La pagina superiore è verde scura, quella inferiore più chiara e pelosa. Come suggerisce il nome dioica, i fiori maschili e quelli femminili crescono su piante distinte. I fiori femminili si raccolgono in lunghe spighe pendenti; quelli maschili formano spighe erette. Dai fiori femminili si sviluppa un piccolo frutto ovale, contenente i semi.
Un aiuto naturale per l’orto:
Dal macerato di ortica si ricava un preparato tradizionalmente impiegato nell’orto. Il suo odore intenso e le sostanze contenute nella pianta possono contribuire a tenere lontani alcuni parassiti, tra cui afidi, acari, ragnetto rosso, tripidi e mosche bianche. Il macerato viene inoltre utilizzato come fertilizzante liquido: contiene azoto, ferro, magnesio e altri sali minerali, utili alla crescita delle piante. È impiegato anche nella prevenzione di alcune malattie fungine, come oidio e peronospora. I risultati possono variare in base alle condizioni di coltivazione e alla modalità d’uso, perciò è consigliabile provarlo prima su una piccola parte della pianta.
Come preparare il macerato:
Per un preparato antiparassitario, si lascia macerare circa un chilogrammo di ortica fresca — oppure 100 grammi di pianta secca — in 10 litri d’acqua per un paio di giorni. Dopo aver filtrato il liquido, lo si può spruzzare sulle foglie. Per ottenere un fertilizzante, la macerazione dura più a lungo: circa 10–15 giorni, fino alla fermentazione. Il liquido va poi diluito, generalmente in proporzione di una parte di macerato per dieci parti d’acqua, e usato per innaffiare il terreno. L’ortica, dunque, non è soltanto una pianta spontanea da evitare al tatto. Con le dovute precauzioni nella raccolta e nell’impiego, può rivelarsi una risorsa versatile, capace di offrire benefici sia in cucina sia nella cura dell’orto.
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