Il futuro è il baratto – si è più ricchi senza soldi

Crescere per uscire dalla crisi. Quante volte avete sentito questa frase? Il consumismo è alle stelle, ma anche la crisi economica lo è. Come mai? Senza dover subentrare nel solito discorso su chi ha colpito cosa nell’economia mondiale, cerchiamo di comprendere per una volta che forse non sempre i soldi sono indispensabili per avere in cambio beni e servizi. Se fossimo ancora nell’epoca in cui la moneta non fosse stata inventata, ovvero in quella del baratto, l’idea che l’intera struttura lavorativa, sociale, economica potesse dipendere in modo serio e indiscutibile da delle semplici banconote sarebbe probabilmente stata presa come follia pura. E invece oggi sta accadendo. Non solo: spesso siamo vittime di prezzi che decidono altri da mercati che provengono da fuori. Mercati che spesso non dipendono da noi e che non decidono i prezzi in maniera democratica. Si può quindi dire che forse l’unico vero modo per combattere la povertà sia non guadagnare? Un paradosso? Mica tanto se ritornassimo al baratto! La cosa più straordinaria è che solo in Italia, molte realtà si basano attualmente sullo scambio di beni, servizi e tempo, niente danaro! Sarebbe quindi il caso di tramandare l’insegnamento di questa importante ed efficace forma di commercio per far ripartire il baratto attraverso la rete, cercando quindi di non dipendere più, almeno non più al 100% dal denaro. La banca del tempo di Roma ad esempio afferma che “Aiuta a rendere il tempo meno tiranno e a farlo fruttare in un modo diverso da quello stabilito dalle regole del mercato, secondo le quali il tempo è denaro ed è diverso il prezzo che si paga e si riscuote per le varie prestazioni.” (www.bdt-roma.it). Provate quindi ad informarvi, scoprirete che in rete esistono decine di siti che consistono con apposita registrazione di account di poter comunicare con chi è disposto a barattare un preciso oggetto o di offrire parte del suo tempo per un servizio. Per il baratto online, un sito sicuramente riuscito (e che quindi merita la segnalazione) è senza dubbio www.zerorelativo.it, dove gli utenti possono contattarsi a vicenda come su ebay trovando di preciso il prodotto che cercando attraverso un elenco.

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Un altro esempio innovativo è il portale permute.it dedicato alla permuta e al baratto di beni, servizi e prestazioni lavorative. Nel caso di permute.it, qualora i beni da scambiare non hanno lo stesso valore, si può sempre pensare di offrire una piccola differenza in denaro, come spiega il video qui sotto:

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Il baratto contribuisce all’aumento del valore di un bene o un servizio, evita almeno in parte la produzione spropositata di prodotti contribuendo certamente a sensibilizzare l’uso di quest’ultima. Barattare vuol dire anche riciclare perché contribuisce ad inquinare meno e a produrre in modo equilibrato. Probabilmente in una situazione del genere gli unici che ne risentirebbero saranno proprio i soldi, spesso infatti si dice che c’è poca crescita, ma se si tratta di poca crescita di denaro, quindi meno “giro di soldi” a quel punto, con il baratto vincente, non ne avremmo più bisogno.

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