In Italia quasi 40 milioni di auto. Morti ed inquinamento a causa di una “moda” spesso inutile

Quante auto ci sono in Italia? Secondo l’ACI, nel solo 2013 circolavano nel belpaese ben 37 milioni di automobili ovvero 1 auto ogni 1,65 abitanti. Considerato che l’Italia ha una popolazione di circa 61 milioni di persone, inclusi i minorenni che non possono ancora guidare un auto. Escludendo i circa 2,8 milioni di minorenni il tasso di possesso di un’auto sale a 1 ogni 1,57 abitanti.

Nel novembre 2017 le immatricolazioni auto hanno fatto registrare il segno “più” (+ 6,79% rispetto allo stesso mese dello scorso anno: da 146.397 a 156.332 esemplari venduti). Tra le “big” i risultati migliori sono arrivati da Citroën (+ 44,47%) e Toyota (+ 22,82%).

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Già nel marzo 2017, il rapporto italiano tra autovetture circolanti e abitanti superava quello di Germania e Spagna, rispettivamente al secondo e terzo posto. Lo riportava l’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca della rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico. L’indice è passato da 60,1 a 62,4 autovetture per ogni 100 abitanti. Dopo l’Italia si piazzano la Germania (55,7 auto ogni 100 abitanti), Spagna (49,3 auto ogni 100 abitanti), Francia (47,9 auto ogni 100 abitanti) e Regno Unito (47,2 auto ogni 100 abitanti).

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Numero da capogiro se pensiamo che una parte di questi veicoli risulta acquistata ex novo, ovvero si tratta di automobili nuove mentre un’altra grande parte di queste percentuali rappresenta veicoli usati. Questo senza considerare la grande mole di carcasse di automobili depositate negli sfasciacarrozze che, se non fosse per le procedure di demolizione e cambio pezzi, rappresentano un’ingente quantitativo di materiale inquinante nonché simbolo di un sistema consumistico che va avanti nonostante la cosiddetta “crisi economica” che sembra non toccare più di tanto il settore automobilistico.

Un tempo in paesi come l’Italia il numero di automobili era diffuso mediamente per ogni famiglia. Questo significava che negli anni ’50 vi era un’automobile ogni 5 persone. Oggi l’auto viene considerata come un accessorio indispensabile. Spesso deve piacerci come se fosse un abito da indossare: deve avere il colore giusto e più costa più possiamo vantarci di possederne una. Una situazione paradossale che insulta milioni di anni di evoluzione del cervello umano.

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Cosa c’è nelle automobili di così tanto indispensabile da spingere mediamente gli italiane ad acquistarne una per ogni adulto? L’uso effettivo? Servono veramente per la vita di tutti i giorni? O forse una buona parte delle auto che abbiamo in famiglia rappresentano l’influenza che i “luoghi comuni”, i  “modi di fare” e la pubblicità ci trasmettono quotidianamente? Su questo dovremmo riflettere molto. E forse sarebbe anche ora che almeno la tv pubblica la smettesse di diffondere servizi e spot continui dedicati ai nuovi modelli di auto, sponsorizzando una cultura del consumismo che farà pur riempire le tasche a qualche lavoratore ma che in cambio troppo spesso le fa svuotare alla maggior parte della popolazione, oltre che a peggiorare i livelli di inquinamento ambientale nelle città italiane.

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Senza poi considerare le migliaia di morti all’anno, non solo a causa di incidenti stradali ma anche a causa di situazioni più silenziose ma altrettanto micidiali: morti per tumori ed altre patologie legate all’apparato respiratorio. Malattie causate dall’inquinamento atmosferico visto l’ingente quantitativo di polveri sottili che le auto a combustibili fossili emettono costantemente ogni giorno. In più l’OMS ha definito cancerogeni i motori a diesel, anche se in realtà il pericolo è esteso anche in quelli a benzina.

Sarebbe più opportuno che vengano creati ulteriori incentivi e magari persino rubriche televisive incentrate sulle ultime novità in livello di trasporto pubblico ed utilizzo delle biciclette. Forse così facendo per la prima volta l’influenza mediatica risulterebbe positiva.

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