Collirio contro la cecità grazie agli studi del Premio Nobel Rita Levi Montalcini

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via alla vendita di un collirio  utile a  curare la cheratite neurotrofica moderata (difetto epiteliale persistente) o severa (ulcera corneale) negli adulti, malattia rara che porta alla cecità.  Il medicinale nato e sviluppato presso il Polo di Ricerca e produzione Dompé dell’Aquila, è la versione ricombinante del «fattore di crescita nervoso» umano (NGF, nerve growth factor).

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La ricerca Dompé è stata avviata sulla scia degli studi di Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina. Si tratta della prima applicazione in oftalmologia degli studi sul Nerve Growth Factor (NGF), scoperto dalla scienziata.

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Questa proteina viene prodotta  dal corpo umano ed è responsabile dello sviluppo, del mantenimento e della sopravvivenza delle cellule nervose. Somministrata in gocce oculari nei pazienti con cheratite neurotrofica, prevede di aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e di riparare il danno della cornea. Il farmaco è prodotto grazie alla tecnologia del DNA ricombinante, con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto il gene che consente agli stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano.

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Finora sono stati 204 coloro che si sono sottoposti alle cure del farmaco   e si è riscontrato che, dopo otto settimane, i pazienti hanno raggiunto una completa guarigione corneale  anche se si sono avuti degli effetti collaterali  come  dolore agli occhi, infiammazione oculare, aumento della lacrimazione, dolore alla palpebra e sensazione di corpo estraneo nell’occhio.

 

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