In Italia recuperato teschio di dinosauro in un blocco di roccia

Ha circa 70 milioni di anni il dinosauro scoperto nella zona del Villaggio del Pescatore di Duino-Aurisina (Trieste). Soprannominato “Bruno“, si tratta di un adrosauro (un erbivoro del cretaceo, del genere a “becco d’anatra”). Già noto nel 1999 e depositato al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, l’esemplare è stato finalmente ricomposto nel laboratorio della ditta Zoic, grazie al recupero del cranio, avvenuto negli ultimi tempi. Un recupero non facilissimo se si pensa che il cranio fossilizzato dell’antico animale è stato individuato in un grosso blocco di roccia. L’operazione di rimozione, diretta dalla Sopraintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, è stata condotta dall’archeologo Paola Ventura e dal geologo Antonio Klingendrath, che già negli anni ’90 aveva eseguito lo scavo del Tethyshadros insularis, noto con il nome di Antonio. Il precedente ritrovamento esposto al museo:

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Tethyshadros insularis

Tethyshadros mostra un mix di tratti basali e derivati. Un’analisi cladistica indicava che era strettamente correlata agli Hadrosauridae sensuSereno e Telmatosaurus . Secondo Dalla Vecchia, la presenza di Tethyshadros su un’isola europea è causata da una radiazione di adrosauroidi basali, da un’isola all’altra dall’Asia. Rifiuta la possibilità che la specie sia un relitto di un’evoluzione isolata dai precedenti hadrosauroidi europei o discendente dagli adrosauri americani. [2]

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ricostruzione artistica di Antonio, l’altro dinosauro trovato in Friuli

Bruno è di circa un metro più lungo di “Antonio“. La zona del ritrovamento un tempo era un ambiente paludoso caldo-umido. Nei lavori di avvicinamento al punto dove il cranio si immerge nella roccia, sono emerse una serie di pieghe ben più complesse di quelle già presenti sullo scheletro. Il dinosauro, infatti, è ripiegato su se stesso di 180° e il cranio sembra piegare verso sud in modo tuttora poco chiaro. Il fossile di Bruno:

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Anche la nuova ipotesi di genesi del giacimento, retaggio di un grande blue hole (dolina o un pozzo naturale marino, dai bordi circolari, solitamente di origine carsica), spiega solo in parte la natura delle complesse curve e pieghe che interessano il fossile di dinosauro. Una particolarità che rappresenta un’assoluta  novità e che costituirà certamente argomento di studio per gli scienziati. Poiché la traccia del fossile giaceva su un piano di roccia orizzontale l’operazione è stata effettuata coniugando tecnologia moderna a tecnologia antica. Inizialmente, con una sega a disco di ultima generazione, capace di montare dischi diamantati di 1,6 m di diametro e di effettuare tagli fino a 73 cm di profondità, sono stati eseguiti alcuni tagli per isolare perimetralmente il blocco e realizzare, da un lato, un pozzetto di 73 cm di profondità mediante il quale poter effettuare l’ultimo taglio, quello di base, per staccare il blocchetto dalla roccia sottostante.

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Successivamente, con la tecnica antica dei cunei, sono stati praticati 6 fori orizzontali nei quali si sono infissi i cunei spaccaroccia, moderna evoluzione dei cunei di legno usati dai romani, che hanno determinato, dopo pochi colpi di mazza, il taglio di base, permettendo il distacco del blocco di circa 600 kg di pietra calcarea (cm 85 x cm 65 x cm 43) contenente, verosimilmente, il cranio fossilizzato dell’adrosauroide “Bruno”. Per quanto riguarda l’ultima parte di “Bruno”, conservata in situ, ovverossia la coda, è ancora al vaglio l’ipotesi di estrazione. Già nel 2017 la Rai aveva dedicato un servizio a Bruno:

“I beni paleontologici – osserva Ventura – fanno parte integrante del patrimonio culturale e l’affiorare di ‘resti’ fossili deve essere affrontato come un’operazione scientifica di ricostruzione dell’ambiente datata milioni di anni fa. Il fine è sempre quello di ricomporre da una moltitudine di dati l’aspetto di una porzione di territorio, di solito molto diversa da quella attuale. Per quanto riguarda quest’ultima scoperta – conclude – una volta completati i lavori di preparazione, il dinosauro ‘Bruno’ sarà pronto per l’esposizione presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, e per lo studio che, come avvenuto per ‘Antonio’, sarà affidato a specialisti del settore”. 

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Klingendrath ha dichiarato: “Sul reperto estratto non è possibile fornire ancora informazioni precise fino a che non sarà completata la lavorazione in laboratorio, che si suppone richiederà circa un mese. E’ possibile, comunque, che il cranio una volta ripulito possa riservare nuove sorprese per il mondo della scienza. Lo scheletro di Bruno sarà sicuramente simile a quello di Antonio anche se la completezza e la qualità del primo dinosauro rinvenuto sono difficilmente raggiungibili. Lo scheletro di ‘Bruno’ – aggiunge Klingendrath – sarà sicuramente simile a quello di ‘Antonio’ anche se la completezza e la qualità del primo dinosauro rinvenuto sono difficilmente raggiungibili”.

«I beni paleontologici – dichiara l’archeologa della Soprintendenza Paola Ventura – fanno parte integrante del patrimonio culturale e l’affiorare di “resti” fossili deve essere affrontato come un’operazione scientifica di ricostruzione dell’ambiente datata milioni di anni fa. Il fine è sempre quello di ricomporre da una moltitudine di dati l’aspetto di una porzione di territorio, di solito molto diversa da quella attuale. Per quanto riguarda quest’ultima scoperta – aggiunge – una volta completati i lavori di preparazione, il dinosauro “Bruno” sarà pronto per l’esposizione presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, e per lo studio che, come avvenuto per Antonio, sarà affidato a specialisti del settore». Questo articolo è stato scritto anche grazie al contributo di alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina https://www.facebook.com/GloboChanneldotcom/ è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/globochannel).  Fonti esterne:

http://www.triesteprima.it/cronaca/il-cranio-del-dinosauro-bruno-rimosso-dalla-roccia-al-villaggio-del-pescatore-29-giugno-2018.html

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https://trieste.diariodelweb.it/trieste/articolo/?nid=20180629-521695

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https://www.focusjunior.it/animali/dinosauri/dinosauro-bruno-ricomposto-finalmente-lo-scheletro/

Interessante approfondimento:

http://www.boegan.it/wp-content/uploads/2017/05/08_RITROVAMENTI-PALEONTOLOGICI.pdf