Come mai i bambini di ammalano spesso? Consigli utili per prevenire infezioni e favorire il normale processo del sistema immunitario.

Igiene Salute

Con l’arrivo della stagione fredda è consuetudine per i genitori di bimbi piccoli avere a che fare continuamente con raffreddori e infezioni varie alle vie respiratorie. E’ normale nei bambini soprattutto sotto i sei anni. Le infezioni e malattie respiratorie più ricorrenti sono: raffreddori, tonsilliti, otiti, faringiti, bronchiti e broncopolmoniti, accompagnati spesso da febbre, che altro non è che la reazione del corpo a questi virus e batteri.

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Per quanto sia normale nei bambini andare incontro a queste situazioni frequenti e spiacevoli, cosa possiamo fare per prevenirle?

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Per prima cosa non bisogna allarmarsi troppo, queste situazioni sono fisiologiche, e cioè legate alla normale mutazione del sistema immunitario che avviene con la crescita come spiega la pediatra Marzia Duse presidentessa della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica: “Nella grande maggioranza dei casi, queste infezioni ricorrenti sono fisiologiche, nel senso che sono legate a un normale processo di maturazione del sistema immunitario”.

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Questo è dovuto dal fatto che il sistema immunitario dei bambini non è ancora strutturato per poter eliminare in automatico determinate infezioni e quindi l’organismo dei più piccoli ne rimane inevitabilmente contagiato. Più son piccoli più sono alte le probabilità di contagio.

Verso i 4 – 6 anni solitamente il numero delle volte che un bambino si ammala durante il periodo invernale scende, questo perchè il sistema immunitario è pronto ad affrontare determinate malattie infettive.

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La maggior parte delle volte, i raffreddori sono dovuti da infezioni virali e che per fortuna si risolvono più facilmente e nella maggior parte dei casi senza l’uso dei farmaci. In altri casi invece la causa è legata ai batteri. Anche in questo caso vi sono casi in cui il problema è lieve come per le rinofaringiti ( mal di gola, muco,raffreddore) e altri casi che destano invece più preoccupazione come polmoniti o bronchiti. In ogni caso si utilizzano degli antibiotici per poter risolvere la situazione.

Anche se abbiamo già detto che è normale che i bambini vengano colpiti da questo genere di infezioni, ci sono bambini che si ammalano di più di altri. Ma questo da cosa dipende?

– fattori biologici e genetici Ad esempio possono essere legati alla letezza dello sviluppo del sistema immunitario.
-situazioni legate alla vita in ambienti chiusi come scuole, asili o case particolarmente affollate che non si fanno arieggiare spesso.
smog e fumo delle sigarette, anche il fatto che la mamma abbia fumato durante la gravidanza non aiuta e anche se in minima parte il fumo dei caminetti può incidere.

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Per prevenire al limite del possibile queste situazioni bisognerebbe seguire determinati accorgimenti:

1. in primis il sonno e la corretta alimentazione sono due elementi essenziali. I bambini dai 3 ai 5 anni dovrebbero dormire dalle 10 alle 12 ore e se più piccoli anche di più. Inoltre una corretta alimentazione aiuta a rinforzare il sistema immunitario, e quindi bisognerebbe consumare cibi ricci di vitamina C come frutta e verdura, evitando o per lo meno limitando l’uso di alimenti ricchi di zuccheri come merendine o succhi di frutta confezionati.

2.L’allattamento al seno ad esempio oltre a dare tutti i nutrimenti utili alla crescita del bambino in base alla sua età è un ottimo mix di anticorpi, infatti è scientificamente dimostrato che i bambini che hanno un allattamento esclusivo al seno hanno meno probabilità di ammalarsi degli altri.

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3.Insegnare sin da piccoli ai bambini a mantenere le mani pulite. Questo non significa che non debbano giocare e sporcarsi, anzi anche quello è importante, ma insegnare loro a lavarsi le mani quando si finisce di giocare in giardino o anche in casa con i giocattoli è importante, soprattutto prima di mangiare.

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4. evitare di esporre i bambini a luoghi chiusi e pieni di fumo, anche in casa evitare di fumare in presenza di bambini e in luoghi che frequentano abitualmente. E cercare di uscire a fare passeggiate nelle ore meno trafficate.

5. Cercare di mandarlo al nido il più tardi possibile, se non è possibile cercare dei nidi o soluzioni in cui il numero di bambini è limitato quindi da evitare il rischi di diffusione delle infezioni. Oppure trovare soluzione dove ci siano spazi aperti che vengano frequentati anche durante il periodo invernale (con abbigliamento adatto), anche se sembra un controsenso, portano ad un rischio molto meno elevato di ammalarsi rispetto ad ambienti chiusi e super riscaldati.

6. Non forzare i tempi di convalescenza, se non si è del tutto ripreso, inutile mandarlo a scuola, altrimenti si rischia la ricaduta che può essere anche più forte e grave della prima infezione.

7. Cercare di limitare l’uso del ciuccio, anche se non è ancora scientificamente dimostrato, ma si è visto che l’uso frequente del ciuccio può portare a soffrire di otite. Se proprio non se ne può far a meno, almeno cercare di limitarne l’uso.

8. un’altro consiglio è quello di utilizzare integratori a base di vitamina C, ma questo solo sotto controllo medico, e solo se il bambino ne è carente. Perchè invece il fai da te, può portare ad intossicazione, soprattutto se il bambino non ne ha bisogno.

Ultimamente si sta diffondendo l’uso degli immunostimolanti che sarebbero sostanze di origine batterica o chimica a cui il sistema immunitario dovrebbe abituarsi e iniziare a produrre anticorpi per combatterli da solo, ma non è ancora chiaro se siano effettivamente efficaci e quindi non tutti i medici li consigliano.

Utilizzare giornalmente acqua fisiologica o acqua marina o termale per effettuare lavaggi nasali e ridurre la probabilità che i o virus batteri possano provocare l’infezione.

Umidificare gli ambienti, evitare che in casa o che negli ambienti che frequentano i bambini non ci sia aria secca e troppo calda, questo può asciugare le mucose e favorire l’insorgenza di fastidi nasali, soprattutto in caso di raffreddori già presenti.

In caso di presenza di muco e naso tappato, aiutare il bambino a riposare meglio, utilizzando un secondo cuscino, cosi da avere la testa un pò più alta e farlo respirare meglio durante le ore di sonno.

Farlo bere molto, sia acqua, ma anche bevande calde, quali camomilla o simili magari con l’aggiunta di miele ( per i bambini sopra i 12 mesi).

Bisogna rivolgersi al pediatra quando:
– La febbre è alta e dura da 2-3giorni
– si nota muco giallo-verde
– se il bambino non mangia e si lamenta spesso e non riposa bene.
– se ha mal di orecchio
– se il bambino ha meno di 3 mesi.
– Se le infezioni sono davvero frequenti e spesso gravi ( come bronchite o polmonite)

Ricordiamo che il freddo non fa ammalare, ma come abbiamo già scritto ciò che porta a contrarre infezioni sia virali che batteriche è stare chiusi in ambienti contaminanti e troppo caldi, ecco perchè ci sia ammala più in inverno che in estate, perchè in estate siamo portati ad arieggiare gli ambienti e a stare più tempo fuori. Quindi uscire con il freddo fa bene. Coprirsi ovviamente, ma uscire, passeggiare anche nelle stagioni invernali aiuta non solo il benessere fisico , ma anche quello psichico e cognitivo del bambino.

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