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Cancro, diabete e depressione causati da pesticidi introdotti nell’intestino, lo riporta studio scientifico

Uno  studio completo ha illustrato i risultati di una ricerca su potenziali effetti negativi sull’apparato digerente umano causati dall’introduzione di elementi presenti nei piu’ famosi erbicida. La ricerca ha coinvolto l’utilizzo di una tecnica, quella della profilatura molecolare dimostrando che l’erbicida piu’ noto della Storia inibidirebbe un percorso nei batteri intestinali, anche con dosi “consentite”:

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In particolare, l’erbicida ucciderebbe le piante inibendo un enzima chiamato EPSPS, parte di un percorso biochimico – il percorso shikimate – che produce proteine. Gli squilibri nei batteri intestinali sono stati collegati a cancro, diabete di tipo 2, obesità e depressione. Lo studio sui ratti è stato condotto dal Dr. Michael Antoniou del King’s College di Londra e da scienziati di Londra, Francia, Italia e Paesi Bassi. Ai ratti sono state somministrate diverse dosi di erbicidi; i risultati hanno mostrato un drammatico aumento di due acidi nell’intestino, indicando che l’enzima EPSPS era gravemente inibito. Sono stati osservati effetti avversi – cambiamenti nelle popolazioni batteriche – a tutti i livelli di dosaggio.

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“Attraverso questa completa analisi multi-omica, abbiamo ottenuto risultati definitivi che dimostrano l’impatto sia sulla popolazione batterica che sulla biochimica del microbioma intestinale”, ha affermato il dott. Antoniou. Raccomanda di effettuare immediatamente delle indagini per verificare la correlazione tra i livelli del noto erbicida e shikimate.  Le modifiche stesse sono motivo di preoccupazione, ha aggiunto. Sono emersi danni al fegato e ai reni nei ratti, i fegati hanno mostrato un aumento delle lesioni, malattie del fegato grasso e morte dei tessuti. Il dott. Antoniou ha aggiunto che dosi più basse di Roundup nel tempo o dosi più elevate in tempi più brevi hanno prodotto lo stesso risultato.  Lo studio offre una possibile spiegazione del legame erbicida/ cancro: l’acido shikimico è un potenziale promotore del cancro. Questi risultati possono contribuire agli studi epidemiologici ambientali sull’impatto del noto erbicida sull’uomo. (Fonte).

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