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Una recente ricerca sottolinea i potenziali rischi dell’utilizzo di mascherine non certificate

Ancora oggi, dopo mesi dall’inizio della pandemia si parla di mascherine e  forse faranno ancora parte del nostro outfit per un pò. Ci sono tantissime notizie che girano dall’inizio della diffusione del Coronavirus sulle mascherine, chi ne parla in modo positivo, chi le denigra, chi dice che non servono a nulla e invece chi le usa ovunque per sentirsi più protetto. La confusione è sicuramente una degli stati emotivi che più si son diffusi in questo periodo, forse più del virus stesso.

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Molti anche per via delle restrizioni e degli obblighi imposti si sono adoperati nell’usare mascherine fai da te, cucite in casa con materiali più disparati o semplicemente utilizzando sciarpe e bandane per proteggersi. Ma bastano queste protezioni? Da un lato c’è chi dice che è sempre meglio di niente, dall’altro invece c’è chi sottolinea che certi tipi di protezioni non servono a nulla, perchè determinati tessuti non contengono le particelle di saliva, ma queste attraversano questo genere di tessuti e quindi è come non ci sia alcuna barriera, soprattutto se si starnutisce e tossisce.

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A tal proposito è stato effettuato uno studio low cost, i cui risultati sono stati pubblicati su Science Advances. Tramite un metodo per la misurazione ottica son state prese in considerazione 14 tipo di mascherine sia certificate che fai da te ed è stato misurata la capacità di trattenere il droplet ( cioè appunto le goccioline di saliva)

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«La premessa della protezione dalle persone infette che indossano una maschera è semplice – dicono i ricercatori che hanno effettuato questa ricerca – indossare una maschera facciale ridurrà la diffusione di goccioline respiratorie contenenti virus. Infatti, studi recenti suggeriscono che indossare maschere facciali riduce la diffusione della COVID-19 a livello di popolazione, e di conseguenza smorza la crescita della curva epidemica».

Dovremmo quindi chiederci più che se le mascherine servono o meno, quanto un uso scorretto possa provocare il contagio. La prima cosa da tener sotto controllo è usare una mascherina che sia comoda, cosi da non essere costretti a sistemarsela spesso con le mani.

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Nella ricerca sono stati effettuati dei video che hanno misurato la quantità di goccioline emesse mentre si parla. Hanno registrato un video senza alcun tipo di protezione per avere un confronto con quello che succedeva con le varie protezioni prese in considerazione:
«La telecamera è stata utilizzata per filmare un video di circa 40 secondi per registrare le goccioline emesse durante la conversazione – continuano gli autori – I primi 10 secondi del video servono come riferimento. Nei successivi 10 secondi, il portatore della maschera ha ripetuto cinque volte … la frase “Rimanete in salute, gente”, dopodiché la telecamera ha continuato a registrare per altri 20 secondi … Per ciascuna maschera e per la prova di controllo, questo protocollo è stato ripetuto 10 volte. Abbiamo utilizzato un algoritmo computerizzato … per contare il numero di particelle all’interno di ogni video».

E quindi una sciarpa è meglio di niente? Rispetto al video ( test di controllo) senza alcuna protezione, una mascherina certificata N95 ha lasciato passare lo 0,1% del droplet. Mentre un semplice collo in pile, messo su naso e bocca ne faceva passare il 110%. Quindi più di quello che succeda senza alcuna protezione, ma come mai? I ricercatori spiegano che alcune maschere «sembravano disperdere le goccioline più grandi in una moltitudine di goccioline più piccole». Quindi apparentemente c’è un incremento di diffusione di goccioline di saliva. Quindi più le goccioline del droplet sono piccole più rimangono nell’aria e questo può essere controproducente se non si rispetta la distanza di sicurezza. Mentre le valvole di sicurezza della mascherine in vendita come la N95 è più sicura.

C’è però un limite in questa ricerca, non esiste infatti una emissione uguale per tutti i tipi di droplet, d’altro canto questo limite può essere facilmente superabile grazie al test effettuato senza alcun tipo di protezione. Altri limiti del test possono essere legati dalla quantità di luce presente nel momento in cui veniva registrato il video e dalla risoluzione della videocamera utilizzata. Ma anche se ci sono alcuni limiti, questa ricerca informa la popolazione sui rischi nel non utilizzare mascherine non certificate.

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Fonte: open.online

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