Incendio milioni di pneumatici in Kuwait: esperti confermano rischio devastante per salute e ambiente “occorre introdurre misure di prevenzione adeguate per evitare disastri ambientali”

La scorsa settimana è stata contrassegnata da una notizia che ha scosso l’intero pianeta: il più grande cimitero di pneumatici del mondo, situato in Kuwait (dove sono immagazzinati oltre sette milioni di pneumatici) è andato a fuoco e avrebbe potuto trasformarsi in un disastro ambientale globale se non fosse stato spento rapidamente:

L’incendio era così diffuso da essere visibile dal satellite. In questo contesto, sempre più persone si chiedono perché lo stoccaggio di tali materiali combustibili sia consentito in un paese dove le temperature raggiungono i 50C. Abbiamo contattato alcuni esperti ambientali per condividere la loro opinione su questo disastro ecologico: “L’enorme incendio scoppiato in Kuwait in uno dei più grandi cimiteri di pneumatici del mondo mette in luce il problema ben noto, e generalmente trascurato, posto dall‘accumulo di pneumatici usati nell’ambiente. Anche quando non vengono bruciati, grandi quantità di vecchi pneumatici in discarica hanno impatti negativi sull’ambiente, sia nell’inquinamento del suolo e delle acque, sia nel favorire l’insediamento di specie invasive come la zanzara tigre asiatica che si riproduce nelle acque ferme intrappolate nel milioni di pneumatici abbandonati” – riferisce Jean-Marc Dufour-Dror, consulente in questioni di ecologia applicata. Ma sulla questione è intervenuto anche un esperto del settore:

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“Il fumo denso dell’incendio nella struttura di sei acri è stato catturato via satellite. Molti hanno ipotizzato che fosse una ripresa del famoso cimitero di pneumatici di Sulaibiya in Kuwait e hanno condiviso le immagini satellitari del sito che mostrano il fumo che si alza dalle scorte. Infatti, gigantesche buche scavate nel terreno sabbioso nella regione di Sulaibiya in Kuwait contengono circa sette milioni di pneumatici. Gli incendi nelle vaste scorte di pneumatici del Kuwait sono abbastanza comuni” – ha osservato Romeo Kepomi Noumbissi, manager di aziende industriali. Quali sono le maggiori conseguenze di questo incidente? Le risposte dei due esperti:

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“Quando vengono incendiati enormi cimiteri di pneumatici, le conseguenze dell’inquinamento peggiorano di diversi gradi di grandezza: il fumo rilascia sostanze chimiche tossiche come CO e SOx che sono dannose per la salute umana; i metalli pesanti vengono rilasciati nel suolo e raggiungono le falde acquifere causando un inquinamento gravissimo, spesso irreversibile” – ha detto Dufour-Dror. “Lo pneumatico usato purtroppo non è biodegradabile ed è fonte di inquinamento a causa dei composti chimici che contiene: inquinamento del suolo o inquinamento atmosferico, soprattutto quando viene bruciato. È tempo di trovare una soluzione definitiva alla gestione degli pneumatici usati che rimane un problema ambientale critico per i motivi sopra citati. Questo problema non riguarda solo il Kuwait ma tutti i paesi produttori di pneumatici e ad altri livelli tutti i paesi utilizzatori. Oggigiorno i tentativi di risolvere questo problema sono, tra gli altri, la vendita per l’esportazione o sul mercato dell’usato, la ricostruzione, l’utilizzo tal quale per il settore agricolo, l’utilizzo come pareti di pneumatici per l’antivalanghe/cadute massi, sottofondi stradali (muri di pneumatici sotto il bitume), combustione per fornire materia prima a determinate industrie (acciaio), macinazione in aggregati o polvere per vari usi (strade, ammortamento di ferrovie, parchi giochi, ecc.) e la produzione di oggetti sagomati (ad es. ruote per carrelli della spesa). Tuttavia, sembra che non tutti i meccanismi di pneumatici usati sarebbero sufficienti per svendere lo stock in continua crescita. Scienziati, industria e governi dovrebbero essere in grado di unirsi per trovare una soluzione efficace e permanente” – ha detto invece Noumbissi. Cosa dovrebbe fare la comunità internazionale in questo senso? La risposta di Dufour-Dror:

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“A livello locale e immediato, le linee guida tecniche simili a quelle sviluppate per ridurre l’intensità degli incendi e la velocità di propagazione nelle foreste soggette a incendi dovrebbero essere adattate e implementate nei grandi cimiteri di pneumatici. Ad esempio, una rete di tagliafuoco lineari dovrebbe essere obbligatoria nelle aree dei cimiteri di pneumatici per rallentare la velocità di propagazione del fuoco. Dovrebbero essere implementate tecniche di rilevamento precoce e risposta rapida al fine di localizzare rapidamente il nucleo dell’incendio in modo che possa essere fermato rapidamente. Una migliore gestione e pianificazione dell’accumulo spaziale di pneumatici usati può anche ridurre significativamente gli esiti devastanti di tali incendi” – ha concluso Dufour-Dror.

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