Nel mese di marzo del 2026, Teheran, la capitale dell’Iran, è stata investita da una pioggia nera e da fumi tossici a causa dei danni provocati da missili che hanno colpito depositi di petrolio e raffinerie. Questo evento ha sollevato preoccupazioni significative per la salute pubblica e l’ambiente, poiché esperti avvertono che la pioggia nera potrebbe contenere sostanze chimiche nocive:
La crisi in Iran
A partire dal 28 febbraio, una serie di attacchi missilistici da parte di Israele e degli Stati Uniti ha colpito l’Iran, incitando il paese a rispondere con attacchi contro basi militari americane e ambasciate in vari paesi del Medio Oriente. Le fonti riportano che questo conflitto ha già causato la morte di oltre 1.700 persone. Un portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Christian Lindmeier, ha dichiarato che la distruzione delle strutture petrolifere in Iran ha liberato idrocarburi tossici e ossidi di zolfo e azoto nell’aria. La combinazione di pioggia e inquinamento atmosferico può portare a ustioni chimiche e danni polmonari, rendendo questa una situazione pericolosa. Le autorità iraniane hanno consigliato alla popolazione di rimanere al chiuso.
Cosa è la pioggia nera?
La pioggia nera è un termine generale per descrivere la pioggia che contiene inquinanti atmosferici. Secondo una scienziata ambientale dell’Università di Adelaide, questo tipo di pioggia si forma spesso a causa di fumi di incendi boschivi o della combustione di combustibili pesanti, che sono sottoprodotti densi e di bassa qualità della raffinazione del petrolio. In Iran, la pioggia nera probabilmente contiene sostanze inquinanti provenienti dalla combustione di combustibili pesanti, come il benzene, l’acetone, il toluene e il cloruro di metilene. Un chimico atmosferico dell’Università di Melbourne, osserva che la pioggia nera è un indicativo di livelli incredibilmente elevati di inquinamento atmosferico. Filmati ripresi da persone in Iran dimostrano che la pioggia appare effettivamente nera, un fenomeno causato dalla presenza di fuliggine o carbonio derivanti dagli incendi. Si può inoltre pensare che contenga inquinanti provenienti da materiali da costruzione distrutti, come amianto o silice.
Il ruolo della meteorologia:
Teheran, situata all’ombra della catena montuosa Alborz, è soggetta a inversioni termiche, un fenomeno in cui uno strato d’aria più caldo si sovrappone a uno più freddo vicino alla superficie terrestre. Questo intrappola masse d’aria inquinate, impedendo loro di mescolarsi nella troposfera, il che è frequentemente osservato in diverse aree del mondo, come Los Angeles e Santiago. L’inalazione di fumi tossici può causare difficoltà respiratorie, attacchi cardiaci o ictus, particolarmente tra le persone con malattie respiratorie preesistenti. Uno scienziato clinico dell’Università di Tecnologia di Sydney, avverte che neonati e bambini sono particolarmente vulnerabili. Gli agenti chimici presenti nei fumi e nella pioggia possono anche compromettere la vista. La questione è aggravata dal fatto che l’alta temperatura degli incendi crea particelle più piccole di 2,5 micrometri (PM2.5), che possono penetrare profondamente nei polmoni. Lo scienziato sottolinea che l’inalazione di PM2.5 è collegata a malattie cardiovascolari, ictus, aumento della pressione sanguigna e diminuzione delle funzioni cognitive. La situazione attuale in Iran rappresenta una crisi ambientale e sanitaria di vasta portata. È essenziale che la comunità internazionale presti attenzione e risponda a queste gravi minacce. Link video:
Fonti:
- https://www.nature.com/articles/d41586-026-00800-9
- https://news.un.org/en/story/2026/03/1167106
- https://www.cronaca.news/pioggia-acida-tossica-dopo-gli-attacchi-su-depositi-petroliferi-in-iran-onu-grave-pericolo-per-la-salute-della-popolazione-video/
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