Vita aliena su Encelado? Due studi scientifici facilitano la ricerca

Una foto di Encelado, satellite di Saturno

Quando si pensa ai luoghi più improbabili in cui cercare la vita oltre la Terra, le lune ghiacciate che orbitano attorno a Giove e Saturno sembrano essere tra i candidati meno promettenti. Lontane dal Sole e ricoperte da spessi strati di ghiaccio, queste lune appaiono a prima vista come mondi freddi e inospitali. Eppure, sotto le loro superfici congelate potrebbero nascondersi oceani globali di acqua liquida. È proprio questa caratteristica a rendere corpi celesti come Europa, attorno a Giove, ed Encelado, attorno a Saturno, tra i luoghi più interessanti del Sistema Solare nella ricerca di forme di vita extraterrestre.

Un oceano nascosto sotto il ghiaccio:

Encelado ha un diametro di circa 500 chilometri, più o meno le dimensioni dello Stato americano dell’Arizona. Nonostante le sue ridotte dimensioni, la luna sembra custodire sotto la crosta ghiacciata un oceano globale di acqua salata. La sua caratteristica più sorprendente si trova nella regione del polo sud: giganteschi getti simili a geyser eruttano nello spazio materiale proveniente dall’oceano sotterraneo. Questi pennacchi offrono agli scienziati un’opportunità straordinaria, perché permettono di analizzare direttamente campioni dell’ambiente interno senza dover perforare chilometri di ghiaccio. Nel 2015, la sonda Cassini della NASA attraversò i pennacchi espulsi dalla superficie di Encelado. Gli strumenti della sonda rilevarono sali e composti organici, elementi che suggeriscono la presenza di molti degli ingredienti chimici necessari alla vita. La presenza di acqua liquida e molecole organiche, tuttavia, non è sufficiente a dimostrare che su Encelado esistano organismi viventi. Per questo motivo, i ricercatori stanno cercando di capire se quell’ambiente potrebbe essere realmente abitabile.

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Microorganismi terrestri nelle condizioni di Encelado:

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science Advances, un gruppo di ricercatori ha ricreato in laboratorio alcune delle condizioni che si ritiene esistano nell’oceano sotterraneo della luna. Gli scienziati hanno preparato una soluzione composta da acqua, sali e carbonati, aggiungendo polvere di roccia per simulare l’ambiente alcalino e le reazioni chimiche che potrebbero verificarsi tra l’acqua e il fondale roccioso di Encelado. All’interno di questo piccolo “oceano alieno” è stato introdotto Methanothermococcus okinawensis, un microrganismo terrestre scoperto vicino a sorgenti idrotermali profonde nel bacino di Okinawa, tra il Giappone e Taiwan. Questo organismo appartiene al gruppo dei metanogeni: microrganismi capaci di vivere senza luce solare e senza ossigeno. Il loro metabolismo utilizza idrogeno e anidride carbonica per produrre metano, una caratteristica particolarmente interessante perché potrebbe adattarsi alle condizioni ipotizzate sotto la superficie di Encelado. Un risultato sorprendente Durante l’esperimento, i microrganismi sono riusciti a crescere nell’ambiente artificiale, producendo metano grazie all’idrogeno generato dalle reazioni tra acqua e roccia. Gli organismi hanno inoltre modificato il proprio metabolismo per adattarsi alla quantità ridotta di anidride carbonica presente nella simulazione dell’oceano sotterraneo. Il risultato ha sorpreso gli stessi ricercatori, che non si aspettavano una crescita così efficace dei microrganismi nelle condizioni riprodotte in laboratorio. L’esperimento non dimostra che su Encelado esista la vita. Mostra però che, almeno in linea teorica, l’oceano della luna potrebbe offrire condizioni compatibili con la sopravvivenza di forme di vita semplici. In particolare, la presenza di acqua liquida, composti organici, sali, minerali e fonti di energia chimica rende Encelado un ambiente potenzialmente abitabile.

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Un secondo studio, pubblicato sulla stessa rivista, ha affrontato un altro aspetto importante: quanto sarebbe facile analizzare il materiale proveniente dall’oceano di Encelado.

Esaminando i dati raccolti da Cassini, i ricercatori hanno trovato nuove indicazioni secondo cui i pennacchi espulsi dalla luna potrebbero congelarsi e frammentarsi nello spazio. Durante questo processo, i diversi composti chimici e minerali si separerebbero, concentrandosi all’interno di particelle di ghiaccio distinte. In pratica, Encelado potrebbe svolgere naturalmente una parte del lavoro che normalmente richiederebbe complesse procedure di laboratorio sulla Terra. I materiali provenienti dall’oceano verrebbero infatti separati e concentrati prima ancora di essere raccolti da una futura sonda. Questa caratteristica potrebbe rendere più semplice individuare eventuali tracce biologiche, come molecole organiche particolari o squilibri chimici associati all’attività di microrganismi.

Un obiettivo prioritario nella ricerca della vita:

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Encelado è oggi considerato uno dei principali obiettivi per la ricerca della vita nel Sistema Solare. La sua distanza dal Sole e la superficie ghiacciata non rappresentano necessariamente ostacoli insormontabili: la possibile presenza di un oceano interno e di energia chimica potrebbe offrire un ambiente favorevole alla vita anche in assenza di luce solare. La scoperta di microrganismi terrestri capaci di sopravvivere in condizioni simili a quelle ipotizzate sulla luna rafforza questa possibilità. Allo stesso tempo, la capacità dei pennacchi di espellere e separare il materiale dell’oceano rende Encelado particolarmente accessibile alle future missioni spaziali. Per il momento, nessuna forma di vita è stata individuata. Tuttavia, ogni nuovo risultato indica che la luna di Saturno potrebbe non essere soltanto un mondo ghiacciato e desolato, ma un luogo dotato degli ingredienti essenziali per sostenere la vita. La risposta definitiva potrebbe arrivare da una futura sonda, capace di attraversare i suoi pennacchi e analizzarne il contenuto con strumenti progettati per riconoscere i segnali della biologia. Di seguito, riportiamo i link diretti alle pubblicazioni scientifiche di riferimento:

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