
Un contadino egiziano ha fatto una scoperta inattesa mentre lavorava in una serra di cetrioli a Behbeit El-Hagar, nel delta del Nilo. Dopo aver trovato una pietra con iscrizioni, ha avvisato le autorità archeologiche locali. Gli scavi avviati sul posto hanno portato alla luce i resti di due statue colossali, entrambe ritenute raffigurare il faraone Ramses II:
La scoperta archeologica:
Secondo il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, una delle statue è stata identificata come rappresentazione del sovrano, mentre la seconda potrebbe raffigurare lo stesso faraone. Gli archeologi hanno inoltre rinvenuto un blocco di granito rosa con geroglifici che riportano alcuni dei titoli reali di Ramses II. La prima statua conserva una testa monumentale alta più di cinque piedi, circa un metro e mezzo. Il faraone indossa la doppia corona, simbolo dell’unione tra Alto e Basso Egitto, e sul pilastro posteriore compare uno dei suoi nomi regali. In origine, statua e base potrebbero aver raggiunto quasi 28 piedi, ossia circa 8,5 metri.
Era il faraone che si oppose a Mosè?
La seconda scultura è lunga quasi otto piedi, circa 2,4 metri, ma è priva delle gambe e della base. Anche la sua testa è stata recuperata: secondo i funzionari, i tratti del volto sono ben conservati e somigliano a quelli della prima statua. Ramses II fu uno dei sovrani più potenti del Nuovo Regno. Alcuni studiosi lo hanno associato al faraone del racconto biblico dell’Esodo, che si oppone a Mosè e alla liberazione degli Israeliti. La Bibbia, tuttavia, non nomina quel faraone, e l’identificazione resta discussa. Gli scavi e gli studi sul sito sono ancora in corso. Gli archeologi sperano che le ricerche aiutino a chiarire la storia dell’area e lo sviluppo delle sue strutture nell’antico Egitto.
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