Predator 2 è un film sottovalutato?

In questo articolo cercheremo di analizzare i motivi per cui il sequel del film Predator deluse all’epoca qualche aspettativa. Anzitutto il nostro parere è decisamente l’opposto di quello di altri: Predator 2 è un ottimo film. Eppure all’epoca qualcosa non andò nel migliore dei modi, tanto da impedire dei sequel per tutti gli anni ’90. Predator fu un cult per il genere, permise all’epoca a Arnold Schwarzenegger di sfoggiare una delle sue migliori interpretazioni e al fantastico mostro alieno, cacciatore di taglie intergalattico, di farsi conoscere al mondo intero, trasformandosi da semplice protagonista di film in personaggio di saga finendo poi su filoni di fumetti, videogame action figures, gadget e altre opere che al giorno d’oggi, a distanza di più di vent’anni continuano a spopolare tra gli scaffali dei negozi e oggi anche sul web. Dopo il buon successo per il primo film targato 1986 e diretto da John McTiernan, la Fox decise quasi subito di progettare un sequel per il film, senza però riuscire più a coinvolgere Schwarzenegger, impegnato con altre pellicole che lo resero sempre più celebre. Alla Dark Horse, storica casa indipendente di fumetti, che realizzava storie su Predator non fu permesso di utilizzare il personaggio di Hutch, il militare interpretato da Schwarzenegger sul grande schermo. Per questo motivo gli autori della serie a fumetti ripiegarono le storie su un fantomatico fratello di quest’ultimo ambientandole in parte nella giungla e (da qui nacque la novità) in parte in città. Furono forse questi motivi che diedero gli input agli sceneggiatori del sequel di Predator di cambiare completamente lo scenario naturale del primo episodio con quello artificiale della città di Los Angeles. E già qui siamo ad un livello di imprevedibilità piuttosto originale. Il “plauso” probabilmente venne dall’altro colpo di genio: ambientare Los Angeles nel 1997 anzichè nel 1990 (anno di produzione del film), in un futuro dove la città è sotto assedio da gang rivali e da gruppi criminali capeggiati dai signori della droga. Favoloso. Il protagonista del film sarebbe quindi cambiato, dal militare forzuto, al più comune (ma comunque valido) tenente Harrigan interpretato da un bravo Danny Glover.

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Il trailer originale del film:

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La regia di questo secondo episodio fu affidata all’allora emergente Stephen Hopkins, che in seguito avrebbe diretto Spiriti nelle Tenebre (il film con Val Kilmer e Michael Douglas alle prese con i leoni assassini) e la serie tv di Traffic. La scelta di stravolgere di molto l’atmosfera del primo film era probabilmente quella di andare non su dubbie idee ma ad una precisa direzione: l’atmosfera da fumetto. L’ambientazione in una metropoli americana circondata da criminali ricorda l’idea di Frank Miller per il suo fumetto storico “Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro” che tra l’altro ispirò a sua volta anche Robocop che assunse nel suo film la stessa atmosfera di futuro dark, oscuro, più sporco e corrotto di come non lo fosse all’epoca, una realtà distorta ispirata forse dall’angoscia di Blade Runner di Ridley Scott. Ma ovviamente Predator 2 è ben lungi da appartenere ad un capolavoro del genere fantascientifico. Nonostante questo è da considerarsi un ottimo fumetto, le gag, le atmosfere, persino i combattimenti e via discorrendo richiamano quasi sempre le opere della Dark horse. Ben lungi dall’essere un film Trash, Predator 2 in realtà funzionò, e sicuramente molto di più delle trasposizioni cinematografiche di Aliens vs Predator, rispettivamente Alien vs Predator del 2004 (senza la S di Aliens) e Aliens vs Predators – Requiem del 2007.

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Perchè allora Predator 2 non è considerato un piccolo successo? Probabilmente per via del fatto che nonostante una discreta bravura nel quadro totale del film non fu sfruttato al massimo il fattore novità che lo stesso film poteva invece dare, alla fine sotto gli aspetti più critici si potrebbe dire che si trattava di una sorta di remake del primo film con l’ambientazione cittadina. Ma se aguzzate la vista noterete particolari interessanti, anzitutto per il fatto che il film non si presenta come film d’azione bensì come un film poliziesco, non a caso fu chiamato Danny Glover, già reduce dei film di Arma Letale. E di fatto lungo tutto il film facciamo a conoscenza della storia di Predator sotto il punto di vista della polizia americana, tra indagini, interrogatori con i boss locali, battibecchi con organizzazioni governative, analisi dei reperti, inseguimenti sui palazzi e così via. Forse una novità per Predator ma non per il cinema anni ’90 che di polizieschi ne era pieno. E forse con questa frase ci siamo dati una risposta sul perchè il film non funzionò a dovere, non per la mancanza di bravura da parte dei realizzatori ma per il fatto di non riuscire a farsi notare subentrando in un genere già abbastanza masticato dal pubblico. Una cosa è certa: se siete fan del mitico cacciatore alieno il film è da vedere assolutamente. La caccia grossa è assicurata.

Dopo aver visto il film vi consigliamo di vedere questa divertentissima clip video registrata sul set con Danny Glover e un mucchio di alieni alle prese con … balli tradizionali! Che il film vi piaccia o meno, questa la dovete vedere:

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