I pericoli delle paperelle di plastica nel bagno dei bambini secondo uno studio scientifico

I giocattoli che galleggiano nell’acqua sporca accumulano funghi e germi potenzialmente patogeni, secondo uno studio svizzero-statunitense. Le piccole anatre di plastica che si dilettano nei bagni dei bambini sono pericolosi predatori: il Consiglio federale svizzero ha pubblicato martedì 27 marzo 2018 un inquietante comunicato dal titolo “Le brutte anatre da bagno“, che riporta le conclusioni di uno studio molto serio sulla questione: il corpo (plastico) immerso nell’acqua già inquinato dalle nostre abluzioni diventa una vera bomba con batteri e funghi.

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Un team di ricercatori dell’Eawag Water Research Institute, dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo e dell’Università dell’Illinois (USA) ha collocato nuovissime anatre per undici settimane in acque pulite e un altro gruppo di anatre in “Acqua di bagno usata contenente sapone residuo, sporcizia, sudore e batteri che accompagnano il corpo umano “. Legionella e batteri resistenti. Le anatre tagliate ed esaminate in laboratorio hanno rivelato che tutte contenevano batteri in concentrazione da media a molto elevata. Il 95% dei casi esaminati presentavano batteri fecali, l’81% di funghi e il 34% di staffilococco, sicuramente il più pericoloso. Il problema deriva principalmente dall’interno del giocattolo, difficile da pulire ed effettuare la loro disinfezione, non mantenute a temperature alte, rappresentano le prime zone dove i batteri possono concentrarsi e svilupparsi.

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Quando il bambino preme sulla loro pancia per fare acqua schizzare, quindi non è raro che il getto sia di colore marrone.” Dice lo studio. “Potrebbe rafforzare le loro difese immunitarie. In quel momento, è piuttosto positivo il commento del microbiologo Frederik Hammes di Eawag molto sul serio. Ma può anche causare irritazioni agli occhi e alle orecchie o infezioni gastrointestinali più problematiche.” Suggerisce di indurire il regolamento sui polimeri utilizzati nei giocattoli destinati al galleggiante nelle nostre vasche da bagno. Gli organismi spesso formano un biofilm, si uniscono insieme in una specie di comunità, riproducendosi velocemente e rendendosi difficili da eliminare.

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Quando i gli spruzzi dell’acqua degli anatroccoli contenete i batteri viene spinta nella vasca, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, e per via del movimento creato si viene a creare una nebulizzazione sulla superficie dell’acqua che trasporta gli organismi microscopici all’interno dei polmoni o di altri orifizi. I batteri trovati dunque nei brutti anatroccoli possono essere causa di molte malattie, tra le quali infezioni al tratto urinario, alla pelle e anche di polmoniti. Ma chi è più a rischio? “Sicuramente i bambini, ed i soggetti con difese immunitarie deboli“.