Pavel, il protettore delle tigri siberiane

 

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La tigre siberiana è la regina delle tigri, la più maestosa e possente: la sua folta pelliccia le permette di vivere a latitudini estreme, le sue grosse zampe le consentono di muoversi agevolmente sulla neve, gli esemplari maschi possono arrivare a pesare fino a 300 chili.

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Ma è anche la più a rischio. Per colpa dell’uomo, che direttamente e indirettamente ne sta causando l’estinzione. Direttamente con il bracconaggio, per lucrare sulla vendita delle pelli e di altre parti del suo corpo, tessuti, denti e organi di questo animale. Ma anche indirettamente, compromettendo gli ambienti in cui la tigre dell’Amur, comunemente detta tigre siberiana, un tempo regnava incontrastata. Ma l’uomo ha distrutto le sue foreste, ha cacciato e caccia le prede di cui si nutre. Si vendica, quando per i motivi di cui sopra la tigre si spinge troppo vicino alle aree abitate e attacca, per fame, gli animali da allevamento. Ed infine la uccide casualmente in incidenti stradali.

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Sono 7 le sottospecie di tigre al mondo, di questa ne sopravvivono in natura meno di 500 esemplari: la maggior parte, circa 430, in Russia orientale; il resto in Cina. Per questo il Wwf l’ha scelta come simbolo della sua campagna natalizia di adozioni a distanza. E ha da tempo avviato iniziative di tutela e conservazione affidandosi anche a persone come Pavel Fomenko, un ranger con una formazione da scienziato ed esperto di diritto della fauna selvatica, che alle tigri sta dedicando la sua vita. Abitando i loro stessi ambienti. Preoccupandosi di tenere a bada i bracconieri. Organizzando i soccorsi quando si imbatte in esemplari feriti. Un video diffuso dal WWF:

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Pavel vive tra le tigri, anche se non a diretto contatto con loro. La tundra non è un giardino zoologico o un parco avventura e gli animali selvatici devono restare tali perché possano mantenere la capacità di sopravvivere. L’uomo deve starne il più possibile alla larga. Pavel lo sa e tiene la giusta distanza, ma senza abbandonarle. Segue le loro tracce e quelle dei bracconieri. «Riesco a osservare la natura con gli occhi della tigre, spiega il ranger, che scrive anche libri e tiene corsi per le guardie». Ha imparato a vivere lottando con le temperature siberiane – una volta è stato per 40 notti consecutive all’esterno con il termometro sempre a -40° -, dorme in una tenda con il suo cane sul petto a fargli da coperta e usando gli sci come letto. Pavel ha fermato diversi bracconieri, sequestrato armi e svolto un ruolo attivo nelle indagini penali. Aiuta gli specialisti a determinare le cause della morte dei felini. «I risultati del mio lavoro sono prove nei processi e possono decidere i destini di qualcuno».

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