Olio evo contraffatto, ecco come avviene la truffa e i danni che può provocare. Come possiamo difenderci? Video.

Negli ultimi anni sono stati scoperti molti casi di truffe di olio extravergine, ma come avviene? Come fanno a far passare dell’olio di qualità scadente e a volte neanche indicato per il consumo alimentare, come olio di altissima qualità? Nel video inserito nel nostro articolo viene spiegato benissimo il meccanismo utilizzato per effettuare questa vera e propria truffa, non solo ai danni delle aziende che lavorano in modo onesto, ma anche della salute dei consumatori.

Il video inizia con una spiegazione molto semplice: Olio di semi + clorofilla + betacarotene e quello che ottengo è una sostanza che ricorda in tutto e per tutto l’olio extravergine di oliva. Imbottigliato ed etichettato come olio extravergine di oliva 100% italiano, viene venduto a prezzi molto alti rispetto a quello che effettivamente è il prodotto inserito nella bottiglia, costato in realtà pochi centesimi. Questa miscela chimica che non ha nulla di olio Evo viene poi distribuita nei supermercati e venduta al consumatore che l’acquista e la consuma, senza ottenere i reali benefici antiossidanti che il vero olio EVO dona. Chi produce questa miscela con questo sistema diventerà ricco, alle spalle di chi consuma.

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Secondo la Coldiretti l’olio EVO è il prodotto più contraffatto in assoluto e questa truffa vale 60 milioni di euro. Soprattutto perchè con l’olio di oliva si può guadagnare di più, sembra che il traffico di olio d’oliva contraffatto sia pari al traffico di droga, senza ovviamente gli stessi rischi. L’olaf: “ufficio europeo per la lotta antifrode” ha definito questo un grave problema, soprattutto in Italia che è uno dei paesi più colpiti da questo problema, essendo il maggior produttore e esportatore al mondo si olio Evo.

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Nel 2019 i Nas di Firenze hanno trovato 50 tonnellate di olio di semi mischiato con clorofilla e betacarotene etichettato fraudolentemente come olio Evo 100% italiano e venduto ai costi dell’olio Evo Italiano. Il problema non è solo che molto dell’olio che si trova in giro non è realmente olio Extravergine Italiano, ma anche che molto spesso quell’olio non è neanche italiano. In un’azienda italiana  sono stati sequestrati qualche anno fà 3milioni di chili di olio venduto come olio italiano, ma in realtà proveniente da altri paesi come Spagna, Tunisia e Grecia. Dopo qualche anno ad un’altra azienda è successa la stessa cosa, ma questa volta i chili di olio sequestrato sono stati 8milioni, risultato essere una miscela di oli Tunisini, Spagnoli e lampanti ( cioè non utilizzabili per l’uso alimentare).

Questi sono solo i milioni di chili sequestrati, ma tutti quelli che sono stati venduti e distribuiti nelle case degli italiani, sono molto probabilmente incalcolabili. Secondo una ricerca solo 1 su 31 oli analizzati come Extravergine era in realtà Evo al 100%. 9 di questi sono solo oli vergini e no “extra” come indicato sull’etichetta. Gli altri 21 dalle analisi risultavano lampanti, quindi non adatti al consumo, ma solo per le lampade ad olio.
Dopo 10 anni da questa analisi è stata effettuata un’altra analisi molto più dettagliata su 12 marche italiane di produzione di olio extravergine e quello che ne è emerso è che 6 oli su 12 non hanno superato il test. Quindi il 50% degli oli analizzati anche se riportavano l’etichetta EVO 100% non lo erano affatto, infatti erano venduti come olio extravergine ai costi di quest’ultimo anche se difettati, rancidi,vecchi e con sentori di muffa.

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Come possiamo ovviare a questo grande problema? Acquistare dai piccoli produttori, magari a km0. Produttori che vivono di terra, che curano i loro frutti e seguono la produzione del loro olio dalla raccolta all’imbottigliamento. Diffidiamo di chi produce grandissime quantità e non mostra il percorso del proprio lavoro. Cosi daremo nuova vita a chi crede nel proprio lavoro e anche alla nostra salute, perchè questi giochetti ledono tantissimo alla nostra salute.

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