Antico anello d’oro “cura per i postumi di una sbornia” trovato negli scavi della cantina di Yavne

A Yavne, in Israele durante degli scavi è stato trovato un oggetto davvero particolare, un antico anello con una pietra semipreziosa di ametista e sembra che servisse per curare i postumi della sbornia. L’anello pesa 5,11 grammi, ha una pietra viola incastonata su un cinturino dorato. L’anello è stato rinvenuto in un luogo dove si trova uno dei più grandi torchi d’epoca Bizantina, si pensa risalga al VII secolo, ma potrebbe essere ancora più antico. Si pensa venisse usato per curare i postumi della sbornia.

La persona che possedeva un gioiello simile era sicuramente benestante e proprio il possesso di questo elemento tanto importante, indicava il suo status. L’anello poteva essere appartenuto sia ad un uomo che ad una donna. La pietra incastonata nell’anello è l’ametista, menzionata nella Bibbia come una delle 12 pietre inserite nel pettorale cerimoniale del Sommo Sacerdote. Tra i poteri attribuiti alla pietra c’è la prevenzione all’effetto collaterale del bere, quindi alla sbornia.

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Il fatto che l’anello sia stato ritrovato proprio dove si trovava una delle più grandi aziende vinicole del tempo, è molto interessante. Con molta probabilità la persona che indossava l’anello voleva evitare gli effetti eccessivi del vino, ma questa cosa non la sapremo mai. L’anello è stato trovato a 150 metri rispetto ad un lungo magazzino, alcune delle giare e delle anfore erano capovolte, forse erano conservate li prima che venissero riempite di vino.

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Non sappiamo se l’anello era effettivamente del proprietario della cantina o se è caduto a qualche sfortunato visitatore. Al momento non è chiaro quanto sia effettivamente antico l’anello, anche se si pensa possa risalire alla fine del periodo bizantino e all’inizio del primo periodo islamico intorno al VII secolo d.C., potrebbe essere ancora più antico, forse tramandato da generazione in generazione. Anche nel mondo romano erano molto diffusi e quindi questo anello potrebbe essere appartenuto a qualcuno già nel 3° secolo, affermano gli esperti.

I piccoli reperti quotidiani che vengono scoperti nei nostri scavi ci raccontano storie umane e ci collegano direttamente al passato”, ha affermato Eli Eskozido, direttore dell’Autorità per le antichità israeliane. “È emozionante immaginare l’uomo o la donna a cui apparteneva l’anello, camminare proprio qui, in una realtà diversa da quella che conosciamo nell’odierna città di Yavne“.

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Fonte: timesofisrael.com

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