Il tricheco Freya è morto: sottoposto ad eutanasia per la stupidità umana. Secondo le autorità i curiosi e gli appassionati di “selfie” non hanno rispettato le distanze causando una situazione di pericolo costante

Freya ha fatto una brutta fine, un pò a causa della stupidità umana e un pò a causa del nostro impatto sui cambiamenti climatici:

Stando a quanto si apprende, infatti, il tricheco norvegese – divenuto in breve tempo popolarissimo a livello internazionale a causa della sua insolita abitudine a sonnecchiare sulle imbarcazioni del porto di Oslo – è stato soppresso. L’eutanasia è stata effettuata in maniera del tutto legale dalle autorità che hanno preferito così porre fine ad un potenziale “pericolo per la sicurezza pubblica“. L’animale selvatico marino si presentava troppo spesso vicino e sopra alle imbarcazioni e la voglia di scattare foto e selfie da parte di turisti e residenti ha messo a dura prova l’organizzazione delle forze dell’ordine, impaurite di possibili incidenti. “La decisione di sopprimere il tricheco è stata presa sulla base di una valutazione complessiva della continua minaccia alla sicurezza umana“, ha affermato Frank Bakke-Jensen, direttore generale della Direzione norvegese della pesca, in un comunicato stampa. Ma i “selfie” non solo l’unica colpa che l’essere umano ha nei confronti di Freya e di molti altri trichechi:
L’utilizzo di automobili a combustibile fossile, le attività industriali tradizionali ad emissione, il traffico aereo e altre attività umane stanno accelerando il famigerato effetto serra che, inevitabilmente, comporta un aumento dello scioglimento dei ghiacci (già in fase di scioglimento per il naturale aumento ciclico delle temperature terrestri). Il fenomeno porta inevitabilmente a influenzare il comportamento degli animali che vivono nell’artico, spingendoli a trovare altre zone dove riposarsi, come i porti norvegesi. A luglio del 2022, Freya aveva fatto molto parlare di se per il suo amore per le piccole barche nordiche, molte delle quali sono affondate accidentalmente con il suo corpo gigantesco di 1.500 libbre. A quel tempo, le autorità progettavano di costruirle una speciale piattaforma galleggiante che potesse sostenere il suo peso in modo da poterla spostare dolcemente lungo la costa in una posizione migliore:

Tuttavia, quella base non salperà mai perché oggi Bloomberg ha riferito che Freya è stata soppressa. I funzionari hanno affermato che gli umani non potevano tenere per sé le loro zampe sporche e si sono rifiutati di prestare attenzione a molteplici avvertimenti di stare lontano dall’animale potenzialmente pericoloso. “Attraverso le osservazioni in loco della scorsa settimana è stato chiarito che il pubblico ha ignorato l’attuale raccomandazione di mantenere una chiara distanza dal tricheco”, ha affermato Frank Bakke-Jensen, funzionario della direzione norvegese della pesca, in una dichiarazione riportata in parte da EuroNews e Bloomberg. “Pertanto, ha concluso la Direzione, la possibilità di potenziali danni alle persone era alta e il benessere degli animali non veniva mantenuto”.

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Seppur molto differente, il drammatico episodio ricorda il caso di Harambe, il gorilla di 17 anni ucciso a colpi di arma da fuoco allo zoo di Cincinnati nel 2016 che aveva trascinato un bimbo di soli 3 anni dopo che il giovanissimo era accidentalmente caduto nel suo recinto. Tuttavia, il bambino non fu ferito dal gorilla. Tutti episodi che si verificano a causa di atteggiamenti irresponsabili degli esseri umani, ai danni di animali che agiscono semplicemente per via della loro stessa natura. Dovremmo tutti riflettere su quanto sta accadendo e agire di conseguenza, a tutela dei nostri coinquilini.

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