Non si muore solo di Covid: perché non ci danno il bollettino delle vittime dello smog? E perché i governanti non contrastano la promozione di auto sui media pubblici?

Non si muore solo di Covid. Perché non ci danno il bollettino delle vittime dello smog?” – questo il titolo di un articlo diffuso online:

Pubblicato in una sezione dell’edizione online del FQ, l’articolo fa molto riflettere sulla pericolosità per la salute umana legata all’aumento delle forme di inquinamento aereo (smog) in base all’ingremento delle emissioni di polveri sottili, collegate direttamente alle automobili a combustibile, oltre alle attività industriale. Queste forme di inquinamento sembrano essere legate all’insorgenza di svariate tipologie di malanni: tra queste cancro ai polmoni ed asma. Su questi presupposti parte la riflessione intelligente di un bollettino anche per le vittime dei gas di scarico e non solo per malattie virali:

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“Eppure il potere e i media non si sono mai sognati di dirci che ogni giorno tot persone morivano di tumore o a causa di problemi alle vie respiratorie” – riflette l’autore dell’articolo pubblicato online. Partendo da questo punto, nel nostro piccolo vogliamo far notare che non sembra esserci preoccupazione da parte dei nostri governanti in merito alla promozione dell’acquisto di automobili a diesel e benzina, spesso protagoniste persino di approfondimenti televisivi sulla tv pubblica. Veicoli sportivi venduti anche “a comode rate” con approvazione di banche ed assicurazioni. A questo, poi, vogliamo far notare che la saturazione di interventi chirurgici e lunghe terapie mediche è senz’altro legata in parte a queste gravi forme di inquinamento. Quanti posti letto e quante risorse economiche avremmo risparmiato se lo smog (e anche il fumo) fosse stato contrastato con misure più incisive? Sarebbe il caso di riflettere ulteriormente su questi passaggi.

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