Prof. Berrino raccomanda a chi ha un tumore di “NON bere latte di mucca”

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Il Prof. Franco Berrino, Medico Epidemiologo del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva di Milano, è molto chiaro nel suo discorso:

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Raccomando a chi ha un tumore di NON bere latte di mucca.” queste le parole del prof. Berrino e continua: “Io mi baso su un ragionamento, so che chi beve latte ha i livelli di IGF-1 più alti nel sangue, una quindicina di studi lo hanno coerentemente mostrato. Chi ha i livelli più alti nel sangue, e questi sono i nostri grandi studi prospettici che lo dimostrano, si ammala di più di cancro. Conosco un solo studio, che è il nostro, che ha guardato i fattori di crescita in rapporto in rapporto alla prognosi dei tumori della mammella: è un piccolo studio, fatto soltanto su 110 pazienti, ma troviamo che chi ha i fattori di crescita più alti si ammala di più di metastasi.” spiega inoltre che:

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la crescita veloce (che viene utilizzata nel vitello per farlo crescere molto rapidamente circa 300 Kg in pochi mesi) và ad alterare la composizione ormonale del latte e questo può praticamente far crescere e sviluppare tumori in chi lo consuma. I contenuti del latte lavorato come la fenilalanina, la tirosina, i fosfati, IGF-I, e come questi tanti altri, possono inoltre far sorgere problemi di diabete, problemi di permeabilità intestinale, allergie, otiti, tonsilliti, coliche, sinusiti, orticarie, disturbi al sistema vascolare, osteoporosi, disturbi ormonali, come indicato nel libro di Lorenzo Acerra, Il mal di latte. Quindi cosa può consumare chi ha un tumore? Le alternative vegetali, continua Berrino:

“per il latte di cereali non c’è nessun problema. Teniamo presente che anche i legumi sono ricchi di proteine: noi raccomandiamo di metterli ad ogni pasto perché hanno la meravigliosa proprietà di rallentare la velocità di assorbimento degli zuccheri, però in piccola quantità perché sono molto proteici. Ci sono più proteine nei fagioli secchi che nella carne e la soia in particolare è ricca di proteine, quindi va benissimo usare anche il latte di soia in cucina. L’importante è fare attenzione che non ci sia zucchero aggiunto: il latte di riso deve essere fatto con il riso integrale, il latte d’avena deve essere fatto con l’avena, il latte di soia deve essere fatto con la soia, non con tante altre aggiunte e cose che l’industria ci mette dentro. A volte sono molto dolci questi latti di cereali commerciali, per cui bisogna assicurarci che non facciano alzare tanto la glicemia.”
Insomma come per ogni prodotto, si alle bevande vegetali, ma da consumatori attenti bisogna controllare sempre le etichette.

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