Il pollo truccato e gli allevamenti intensivi: l’appello di Greenpeace all’Unione Europea.

Un’inchiesta del Guardian ha rivelato le pratiche non proprio corrette di un produttore di polli britannico. Sappiamo bene che gli allevamenti intensivi sono ciò che più orribile possa esistere, in primis per come vengono trattati gli animali e in secondo luogo per la carne che viene prodotta e che arriva sulle nostre tavole.

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Noi non ce ne accorgiamo, a casa nostra la carne arriva già pronta per l’uso in contenitori, solitamente di plastica. Ma la vita in un allevamento intensivo è davvero un’altra storia: antibiotici iniettati a tonnellate di animali, inquinamento di aria, terra e acqua, rischi per la salute umana, aree boschive distrutte per far spazio a queste produzioni ( vediamo oggi l’Amazzonia). Insomma situazioni davvero tragiche che si ripercuoto sul nostro pianeta e sulla nostra salute, ricordiamo che noi siamo ciò che mangiamo e se mangiamo carne proveniente da animali mal tenuti, gonfiati con steroidi, in continuo sottostress, tutto ciò si ripercuoterà sulla nostra salute.

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Il quotidiano inglese Guardian, insieme ITV ha fatto introdurre alcune persone sotto copertura in uno stabilimento di 2 Sisters Food, che è uno dei maggiori fornitori dei supermercati britannici di carne di pollo. Tra cui:Tesco, Sainsbury’s, Marks & Spencer, Aldi e Lidl.

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Nel video diffuso si vedono alcuni dipendenti modificare la data di macellazione sulla carne, cosi da alterarne la scadenza. Il Guardian ci spiega:
Le date di scadenza stampate sui contenitori del pollo misto tendenzialmente riflettevano quelle della carne più fresca, anziché di quella più vecchia”.

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Dopo questa inchiesta il fondatore e amministratore dell’azienda, Ranjit Singh Boparan ha dato le dimissioni. Tutte le aziende e catene che ritiravano questa carne hanno effettuato verifiche interne.

Anche se questi scandali sono all’ordine del giorno, l’Unione Europea continua sostenere economicamente agli allevamenti intensivi. Greenepeace fa scattare l’allarme:

Molto spesso la carne proveniente da allevamenti intensivi ( come abbiamo visto non proprio eticamente ed igenicamente corretti) arriva nei supermercati e malgrado ciò l’Unione Europea continua a sostenere questi allevamenti cn un fondo: PAC, la Politica Agricola Comune.
Greenpeace ha lanciato un appello affinche tutti sappiano e che l’Europa deve mobilitarsi a finanziare gli allevatori che seguono in regime sano ed etico e no quello intensivo rischioso per tutti.

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«Secondo le attuali regole – spiegano dall’organizzazione – a essere avvantaggiati sono i maxi allevamenti che forniscono i prodotti anche ad aziende simili a quella coinvolta in questi scandali: luoghi dove vengono usate grandi quantità di antibiotici, gli animali sono nutriti con mangimi coltivati usando pesticidi e fertilizzanti chimici e sono sottoposti ad atroci trattamenti».

Per bloccare questo sistema, Greenpeace chiede a tutti di firmare la petizione “Il vero prezzo della carne”, che riguarda tutti gli allevamenti intensivi.

È possibile aderire a questo link: Petizione greenpeace
Nella petizione, la ong fa un elenco dei rischi e dei problemi recati dagli allevamenti intensivi. Eccone alcuni:

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Resistenza agli antibiotici. Gli animali vengono ogni giorno imbottiti di antibiotici, “per prevenire le conseguenze di condizioni igieniche e ambientali inadeguate e insostenibili, che li sottopongono a forte stress e molta sofferenza”. l’uso esagerato di medicinali, porta alla resistenza batterica: i batteri ormai sono resistenti a questi farmaci, e quindi i medicinali stessi sono inefficaci.

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Contaminazione di acqua e aria. Per sfamare gli animali dell’industri alimentare bisogna produrre una quantità eccessiva di mangimi che comporta l’uso di pesticidi e fertilizzanti che inquinano il suolo. e l’acqua.

Rischi per la salute. ormai è risaputo che la carne , soprattutto quella rossa e molto lavorata fa male alla salute, malattie come l’obesità, malattie cardiache,diabete, alcuni tipi di cancro sono le conseguenze legate all’uso eccessivo di carne.