Le cellule staminali dei denti da latte utili in caso di gravi malattie

All’interno di ogni dente vi sono cellule staminali mesenchimali derivate dalla polpa dentale che hanno un potenziale effetto terapeutico e possono essere utilizzate in un ampio spettro di protocolli di medicina rigenerativa. Esistono 5 sottotipi di cellule staminali mesenchimali nella polpa dentale, le cellule staminali della polpa, le cellule staminali del legamento periodontale, le cellule staminali della papilla apicale, le cellule staminali del follicolo dentale e le cellule staminali delle gengive.

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Le cellule staminali della polpa si dividono poi in cellule estratte da denti decidui (denti da latte) e da denti maturi (molari e denti sovrannumerari a scopo di estrazione). Queste cellule sono facilmente estraibili e possono essere conservate per un tempo indefinito in apposite strutture dotate di tutti i criteri regolamentari richiesti. I denti sono quindi un’ottima fonte di cellule staminali che possono formare adipociti, osteoblasti, odontoblasti, condrociti, cellule dell’ectoderma neurale e mioblasti.

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Le cellule staminali mesenchimali rappresentano uno dei tipi cellulari più studiati e promettenti nel campo della medicina rigenerativa e dell’ingegneria tissutale poiché, in determinate condizioni, sono in grado di differenziarsi e trasformarsi in cellule del tessuto adiposo, cartilagineo, muscolare e osseo. 

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I denti da latte rappresentano un sito di raccolta facilmente accessibile e una fonte preziosa di cellule staminali mesenchimali attualmente oggetto di centinaia di ricerche scientifiche. Questi studi sono finalizzati alla valutazione delle reali potenzialità di queste cellule nel trattamento autologo, non solo in ambito odontoiatrico ma anche di numerose e importanti malattie sistemiche, quali ad esempio patologie del sangue e neurodegenerative.

Le cellule staminali che si trovano nella polpa dei denti da latte sono in grado di riprodursi più velocemente rispetto a quelle degli altri denti. Oggi è possibile conservarle in apposite strutture, in modo che,  in caso di necessità possano essere utilizzate per malattie come può essere il diabete di tipo 1, Parkinson, Alzheimer, distrofia muscolare, sclerosi multipla, tumori, lesioni neurali, e così via.

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