Ecco il relitto del Titanic italiano: la “Principe Umberto” fu silurata nel 1916 e morirono 1926 persone

Circa un mese fa Guido Gay un ingegnere italo-svizzero ha individuato un relitto della “Principe Umberto” ritrovata a largo di capo Linguetta a 930 metri di profondità, in territorio albanese. Lo stesso ingegnere aveva individuato nel 2012 il relitto della corazzata «Roma» nel golfo di Asinara.

La “Principe Umberto” è una nave colpita da siluri austroungarici l’8 giugno 1916 è la più grande tragedia navale Italiana sino ad oggi, conta infatti 1926 vittime. Ma cosa è successo prima dell’affondamento?

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La Brigata Marche in quei giorni si stava trasferendo dal Carso all’Albania per poter trasferire i prigionieri asburgici presenti a Valona con le truppe serbe. A metà maggio del 1916 il comandante Luigi Cadorna richiede il rientro della Brigata per poter combattere al fronte sull’Altopiano di Asiago. Nella notte tra il 7 e l’8 giugno 1916 inizia l’imbarco dei soldati e l’8 giugno la nave parte.

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Poco dopo la partenza il caso ha voluto che il sommergibile U5 passasse proprio da quelle zone, non sapevano che la “Principe Umberto” stava tornando in Italia per aiutare la difensiva e quindi furono sparati due siluri, il primo mancò lo scafo, il secondo invece colpì la zona delle caldaie provocando un esplosione. Fu una vera tragedia 1926 vittime e 895 sopravvissuti, quasi tutti feriti.

Guido Gay ha una passione, quella di costruirsi piccoli sottomarini robot con cui riesce ad esplorare gli abissi. Hanno utilizzato un sonar che gli ha dato la certezza che potesse essere quella nave, solo dopo quattro tentativi sono riusciti a raggiungere il relitto e hanno scattato immagini del relitto.

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