Antibiotico resistenza sarà la prima causa di morte nel 2050

Gli antibiotici sono farmaci usati per prevenire e curare le infezioni batteriche, la resistenza agli antibiotici si verifica quando i batteri cambiano in risposta all’uso di questi medicinali.
I batteri, quindi non gli esseri umani o gli animali, diventano resistenti agli antibiotici. Questi batteri possono infettare uomini e animali e le infezioni che causano sono più difficili da trattare rispetto a quelli causati da batteri non resistenti.
La resistenza agli antibiotici porta a costi medici più elevati, soggiorni ospedalieri prolungati e aumento della mortalità.

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Il mondo ha urgente bisogno di cambiare la modalità in cui vengono prescritti e usati gli antibiotici. Anche se vengono sviluppati nuovi farmaci, senza cambiamenti di comportamento, la resistenza agli antibiotici rimarrà una delle principali minacce. I cambiamenti comportamentali devono includere anche azioni per ridurre la diffusione delle infezioni attraverso la vaccinazione, il lavaggio delle mani, la pratica di un sesso più sicuro e una buona igiene alimentare.

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La resistenza agli antibiotici sta aumentando a livelli pericolosamente alti in tutte le parti del mondo. Nuovi meccanismi di resistenza stanno emergendo e si stanno diffondendo a livello globale, minacciando la nostra capacità di trattare le malattie infettive comuni. Una lista crescente di infezioni – come la polmonite, la tubercolosi, l’avvelenamento del sangue, la gonorrea e le malattie trasmesse dagli alimenti – stanno diventando più difficili, e talvolta impossibili, da trattare man mano che gli antibiotici diventano meno efficaci.
Per prevenire e controllare la diffusione della resistenza agli antibiotici, gli individui possono:

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-Utilizzare gli antibiotici solo se prescritti da un professionista sanitario certificato.
-Prevenire le infezioni lavando regolarmente le mani, preparando il cibo in modo igienico, evitando il contatto ravvicinato con persone malate.
-Preparare il cibo in modo igienico, seguendo le cinque chiavi dell’OMS per rendere più sicuri gli alimenti (tenere pulito, separare crudo e cotto, cucinare a fondo, tenere il cibo a temperature sicure, usare acqua e materie prime sicure) e scegliere alimenti che sono stati prodotti senza l’uso di antibiotici per promozione della crescita o prevenzione delle malattie negli animali sani.
Un’altro grave problema legato alla resistenza agli antibiotici, oltre alla prescrizione e uso improprio di questi ultimi, è usare gli antibiotici in modo esagerato negli allevamenti animali, questi vengono poi trasmessi tramite la carne e i prodotti di orgine animale che consumiamo a noi essere umani.
Per prevenire e controllare la diffusione della resistenza agli antibiotici, il settore agricolo e di allevamento può:

-Far assumere solo antibiotici agli animali sotto controllo veterinario.
-Non usare antibiotici per la crescita veloce o per prevenire malattie negli animali sani.
-Vaccinare gli animali per ridurre la necessità di antibiotici e utilizzare alternative agli antibiotici quando disponibili.
– Promuovere e applicare buone pratiche in tutte le fasi della produzione e della trasformazione di alimenti da fonti animali e vegetali.
– Migliorare la biosicurezza nelle aziende agricole e prevenire le infezioni migliorando l’igiene e il benessere degli animali.
Uno studio tutto italiano, pubblicato sulla rivista International Journal of Antimicrobial Agents ne da conferma.
questa ricerca ha studiato i microrganismi presenti nell’intestino umano (microbiota), confrontando, in base al tipo di alimentazione seguita, la presenza o meno dei geni dell’antibiotico- resistenza.
Dalla ricerca è emerso come la presenza dei geni nell’alimentazione vegana è inferiore rispetto a quella onnivora e vegetariana(in cui non si consuma carne,ma prodotti di origine animale come uova e latte) dove invece è uguale.

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In conclusione possiamo asserire che cambiare anche le nostre abitudini alimentari, non può che darci giovamento sia a livello di salute personale che alla sostenibiltà ambientale.

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